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Carcere per valanga? No grazie!

24/02/2010 15.02.10

Allarme rientrato per lo scialpinismo e le escursioni fuoripista. L'emendamento proposto nei giorni scorsi al decreto legge sulla protezione civile, che voleva un inasprimento delle sanzioni per chi provoca una valanga, arrivando fino a 3000 euro e al carcere nei casi più gravi, è stato respinto da tutte le forze politiche in Senato. Furioso Guido Bertolaso, che l'aveva promosso.

Contro questo emendamento si erano espressi tutti i grandi dell'alpinismo, da Messner a Mondinelli, da Kammerlander a Simone Moro. "La minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica" ha dichiarato per esempio Reinhold Messner.

Anche il CAI ha preso dura posizione contro. "La montagna è uno spazio di libertà e non di coercizione - si legge nel comunicato stampa del Cai -. Il Cai e il mondo della montagna non possono accettare una norma che, forse dettata dall’emozione, costringe a casa alpinisti, sciatori ed escursionisti, e che porta una militarizzazione delle Terre Alte. La libertà di accesso è uno dei capisaldi dell'alpinismo e della frequentazione della montagna".

Insomma, per Bertolaso un'altra sconfitta. Voi cosa ne pensate?

Luca Gianotti

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Commenti

Sono presenti 10 commenti

Di getto mi viene da dire: io sto con Bertolaso.... Non si possono sacrificare vite umane per colpa di stupidi o incapaci. Lo so che è una questione di cultura e bisogna lavorare su quella altrimenti ci si rimette tutti e non si risolve il problema con le pene più severe. In attesa però che proviamo a diventare un popolo civile forse l''idea di una pena più severa è quello che ci fa pensare un attimo di più prima di agire. La montagna è sinonimo di libertà e su questo non si discute ma la vita di altre persone credo siano un valore superiore... Un caro saluto.

Sono contento chela vicenda sia rientrata. Le leggi che nascono sull''onda dell''emozione diventano per lo più eccessive e inapplicabili. Ormai tutto deve essere "regolarizzato": i flussi, gli accessi, i consumi, le gite, le escursioni, gli itinerari. Se qualcuno poi inciampa in un sentiero, che si fa? Semaforo rosso all''inizio dei sentieri? Consapevolezza è capire i propri limiti, studiare le proprie risorse e scegliere gli itinerari e gli obiettivi adeguati alle proprie capacità. Per tutto il resto? datemi del mostro e del crudele, ma c''è sempre in agguato la selezione naturale...

Davanti ai troppi morti che anche quest''anno si contano sulle montagne italiane si deve pur fare qualcosa. Minacciare il carcere è perfettamente inutile, perchè tanto non si riuscirebbe praticamente mai ad individuare i colpevoli. Chi pratica queste discipline però ha il DOVERE di attenersi a regole chiare che non mettano a repentaglio la sua vita e tantomeno quella di altri. Come spesso accade nel nostro Paese mancano la prevenzione, il controllo ed il rispetto delle regole. Non credo però che tutti quelli che affrontano la montagna lo facciano consapevoli dei rischi e dei propri limiti e penso quindi che debba esserci maggior rigore verso quelle persone che provocano danni irreparabili.

a me hanno insegnato che la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri. voglio essere libero di muovermi in montagna come e quando voglio, anche nell''incoscienza dell''ignoranza? nessun problema. ma non a rischio della vita di chi, consapevolmente dedica il suo tempo mettendo a rischio la propria di vita, per svolgere l''attività di soccorritore alpino caro messner vorresti essere fra uno di quei soccorritori che hanno lasciato i propri cari, per andare a cercare degli incoscienti dispersi fra le nevi?

bormio, sondrio -|- un comasco di 30 anni e un brianzolo di 72 hanno provocato una slavina lo scorso fine settimana sulle nevi di bormio 3000, in alta valtellina. l''anziano, che il giorno prima nella stessa zona era stato multato per aver sciato fuori pista in condizioni di pericolo, è rimasto travolto ed ora è ricoverato in gravi condizioni all''ospedale di bergamo. il giovane invece è rimasto illeso, ma la polizia di sondrio l''ha arrestato per valanga colposa. l''accusa è quella di aver provocato la valanga, che come in caso di inondazione o frana colposa - spiegano dalla questura di sondrio -, prevede l''arresto in flagranza di reato. il 30enne è poi imputato per le lesioni causate all''altro soggetto, il quale sarà a sua volta indagato per gli stessi reati una volta che le sue condizioni fisiche saranno migliorate. ps: il 72enne è morto, ora il giovane in carcere come si può accertare che la valanga l''ha provocata lui o il suo compagno morto?

Che c''entra il discorso della libertà?? Se io provoquo una valanga e di conseguenza ho ammazzato della gente nel peggiore dei casi, a causa del mio comportamento inproprio e magari privo di esperienze in montagna, certo che devo essere punito.

Sono perfettamente d''accordo con chi mi ha preceduto..... Amare la Montagna, la Natura .... significa INNANZITUTTO RISPETTO ED AMORE per la stessa Montagna e per sé stessi ..... Se andare fuori pista significa provocare danni e ancor peggio pericolo di morte per altri che rispetto ed amore é ????? Eppoi a me risulta che CHI NON AMA SE'' STESSO NON PUO'' AMARE NIENTE E NESSUN ALTRA PERSONA. Nickolas

Forse Messner ci andrebbe pure a fare il soccorritore di prima linea, se glielo chiedono; ma non è giusto che si faccia rischiare la vita ai generosi volontari del soccorso alpino solo per salvare degli incoscienti (o per recuperare i loro cadaveri): sono favorevole anch''io alla selezione naturale (e al recupero dei cadaveri a fine stagione).

caro stefano, tu "stai con bertolaso"? siete una coppia aperta oppure tua moglie non ne è a conoscenza? (scusa la battuta da caserma ma non ho resistito).
per tornare al dibattito, io credo che la proposta di legge fosse una sciocchezza sotto molti punti di vista, ne elenco qualcuno.
1) il codice civile ed il codice penale già contemplano la punizione per chiunque provochi la morte di qualcun altro, la nova norma era quindi assolutamente superflua
2) una norma di questo tipo è di difficilissima applicabilità: è quasi impossibile in assenza di testimoni giudicare se una valanga sia o meno responsabilità di uno scialpinista o se sia venuta giù naturalmente
3) le leggi fatte sull''emotività del momento sono (quasi) sempre sbagliate, demagogiche frettolose
un saluto, ale

Mettere a rischio la vita di altre persone od addirittura dei soccorritori è sicuramente deplorevole e da condannare. Ma fino a che punto si può per legge impedire ad un individuo di praticare una passione. Perchè la montagna è una passione, le sensazioni, le emozioni che ti dà a qualsiasi livello, dalla semplice passeggiata all''impresa estrema non hanno prezzo. Ed il rischio fà parte della vita non solo in montagna, banalmente dico che solo il buonsenso, la prudenza e l''esperienza possono aiutare perchè non avvengano queste sciagure.

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