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Il rifugio val bene una nottata

07/07/2009 11.22.07

Come andare a vedere il nuovo rifugio della Boscaglia? Con una camminata notturna! Ecco l’idea e in breve è messa in pratica con qualche telefonata e un giro di mail parte per avvisare i soci Boscaglia della Toscana. Siamo, come si dice qui, alle porte con i sassi, perché l’invito arriva il giorno prima della partenza, ma il sabato sera, a mezzanotte, 4 avventurosi si ritrovano con il sottoscritto poco prima della Fonte del Borbotto, a monte di Castagno d’Andrea, per partire con la loro escursione notturna al lume di luna, che è quasi piena e che tramonterà fra circa 4 ore, dandoci quindi il tempo di una bella camminata.

La strada forestale è larga e ci camminiamo bene anche senza l’ausilio delle torce elettriche, ma quando i faggi sono troppo fitti e la luna è dietro il crinale, si cammina guidati dall’istinto più che dagli occhi. Le lucciole ci fanno compagnia, insieme a qualche rospo e al rumore di qualche scoiattolo(?) che si rincorreva sui rami degli alberi. Solo lungo il sentiero per salire al Monte Falco abbiamo dovuto accendere la luce perché il sottobosco era veramente nero e il fondo troppo sconnesso per rischiare di avanzare al buio. Sull’ampio crinale soffia il vento e stracci di nubi coprono a tratti la luna e le stelle. L’erba è piegata e luccica sotto uno spesso strato di rugiada e ci fa cambiare idea sul dormire così all’aperto; bisogna trovare un posto più asciutto. Continuiamo così lungo il crinale, con la stella polare dietro di noi e il triangolo estivo sopra e le luci di paesi lontani sotto di noi. Lontano, a oriente, dei lampi si susseguono uno dietro l’altro illuminando l’orizzonte, in silenzio, perché il suono dei tuoni è troppo lontano per arrivare fino a noi. La luna è tramontata quando arriviamo presso il rifugio Città di Forli, è tardi per entrare dentro e poi volevamo bivaccare sotto le stelle, e così stendiamo il materassino accanto al muro in una zona riparata dall’umidità della notte e ci infiliamo nei nostri sacchi a pelo per una breve, ma meritata dormita.

L’alba ci sorprende con una pioggerellina che ci bagna il viso, ma che è dovuta più alla condensa delle nuvole che a una perturbazione vera e propria e infatti, poco dopo, appaiono i primi squarci di azzurro tra ne nubi. Un caffè al bar del rifugio, dove ci conoscono già, e poi via verso la meta della nostra escursione di cui si favoleggiano le magnifiche prime colazioni. La giornata si è fatta di nuovo bella e quando arriviamo al rifugio troviamo un gruppo di una 20 di boy scout che si sono accampati nei pressi, non sapendo che era aperto, altrimenti ne avrebbero approfittato, e facciamo conoscenza di Elena e Martina che da qualche giorno hanno iniziato a gestire il rifugio.

Ci raccontano che ancora molte persone non sanno che il rifugio è aperto, ma che proprio oggi, Alessandro dovrebbe mettere dei cartelli che ne segnalano la presenza e la nuova attività e ci portano una magnifica colazione a base di torta casalinga, pane bio, marmellatine sfiziose, caffè e latte che ci rimettono al mondo. Ci raccontano anche dei ghiri e delle danze notturne di questi simpatici animaletti, ma che presto partiranno per una tournee nel bosco, perché altrimenti sono tutte “notti bianche” e poi andiamo al “belvedere”, un prato poco lontano che si affaccia alla grande scarpata rocciosa settentrionale del Falterona. Il rientro avviene sulla stessa strada che avevamo fatto di notte ed è incredibile come possa cambiare completamente la percezione del percorso, la sua distanza, le difficoltà, i suoni. Incrociamo gitanti domenicali, ciclisti, coppie di una certa età e tante famiglie a fare un picnic per sfuggire alla calura della pianura, ma i nembocumuli s’ingrossano e il tuono inizia ad avvertire che presto pioverà di nuovo.

Alessandro Vergari

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Sono presenti 2 commenti

Domenica 2 agosto: km di code sulle autostade. Tra un viaggio e l'altro una passeggiata con la mia piccola Alice e la mia compagna Tatiana. Al rifugio delle Fontanelle è di turno della dolce Silvana che già conosco. Dopo il solito giro Borbotto Sorgenti Arno Falterona scendiamo a PianCancelli. C'è una marea di gente: al Borbotto famiglie accampate con tavolini e rosticciane; sul crinale assalto a mirtilli e lamponi. Una dolce brezza frescolina alieta il cammino. A Piancancelli invaso dalle auto inizio a preoccuparmi: troveremo ancora qualcosa da mangiare? sono quasi le tre. Fortunatamente al Rifugio è tutto più tranquillo: un paio di gruppetti di amici, una coppia; in breve siamo a tavola: tutto buonissimo in special modo il pane fatto al forno della stufa e le torte spettacolari. Ma quanta gente viene? TANTI mi dice Silvana ieri sera 25 e anche oggi più di venti e molti si fermano a dormire Elvio l'altro gestore che viene anche lui dal nord, mi spiega che riceve prenotazioni già per i fine settimana di settembre e ottobre. Ragazzi: il rifugio è DECOLLATO alla faccia degli scetticismi. La stanzetta prima di salire ai dormitori ha libri e riviste e una poltroncina: niente da dire le Fontanelle è la casa della BOSCAGLIA. Grazie ancora e complimenti ai gestori che ci hanno lavorato fin'ora. Maurizio Barbagallo

Il 25 26 e 27 settembre sono tornato al nostro Rifugio con un gruppo di nove partecipanti ad una mia gita. Che dire: l''impressione di Agosto è confermata. Venerdì ad accoglierci ci sono Stefano Beci, Elvio Basotti, M.Vittoria Becattini che hanno riaperto il rifugio apposta per noi. L''atmosfera è subito famigliare e con il generatore spento e la passeggiata notturna che ci aspetta lo stile Boscaglia va ai massimi livelli. Il sabato sera dopo un lungo tour intorno e in cima al Falterona e una ricerca affannosa di bramiti nella Valle dell''Oia, la fame è bestiale ma siamo fortunati perchè ci sono un sacco di gestori e volontari che hanno tenuto aperto il rifugio da giugno a settembre (una riunione) la cena è spettacolare additittura le orecchiette fatte in casa con due sughi diversi. La domenica mattina il sole(!) mentre ci apprestiamo a trasferirci alla Verna salutiamo: Roberto Scaramella, Romina Gabanini,Elena Romanelli, Silvia Galli, Patrizia e Nella di cui non ricordo il cognome e per finire il mitico Alessandro Benazzi che tanto hanno fatto per il Rifugio delle Fontanelle. Grazie ancora a presto.

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