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Scarpe da trekking: scelta e sondaggio

31/01/2009 17.55.10

Per chi dovesse acquistarli per la prima volta o per chi vede i propri collaudati e fedeli scarponi cedere alle ingiurie del tempo o all’usura, riportiamo qui alcune note utili per la scelta.

Gli scarponi da escursionismo possono essere raggruppati sostanzialmente in tre gruppi:

- tradizionali scarponi in cuoio: ben alti sulla caviglia, pesanti e molto rigidi, richiedono li si utilizzi a lungo prima di adattarsi alla forma del piede ma assicurano un eccellente sostegno e, se adeguatamente ingrassati, grande impermeabilità;

- scarponi medi: meno rigidi e più leggeri rispetto ai precedenti, tomaia meno pesante (ad es. in nabuk), tagliati più o meno bassi sulla caviglia per favorire un po’ la mobilità ma comunque dando un buon sostegno;

- scarponcini leggeri: tomaia in tessuto e/o pelle, sono particolarmente flessibili e leggeri, solitamente meno impermeabili ma più traspiranti, danno poca protezione e sostegno alla caviglia e quindi il rischio di slogature è molto alto; per questo motivo ne sconsigliamo l’uso e nei trekking Boscaglia non vengono accettati partecipanti con scarpe basse.

Si tratta di scarpe molto diverse tra loro, e nella scelta entreranno in gioco più fattori:

- il tipo di escursioni che vorrete affrontare;

- le vostre caratteristiche fisiche;

- il costo;

- questioni etiche.

Per terreni molto facili e per escursioni brevi è opportuno scegliere una scarpa leggera, molto traspirante per allontanare l’umidità dal piede e ridurre la probabilità che si formino vesciche. Ricordate anche che il peso portato in più ai piedi è molto più gravoso a livello tendineo-muscolare di quanto non sia quello portato nello zaino.

Per trekking lunghi, con zaini pesanti, su terreni accidentati, è invece indispensabile avere un buon sostegno della caviglia, una certa rigidità e buona impermeabilità. Impermeabilità e traspirazione dipendono dal materiale usato per la tomaia (pelle pieno fiore, pelle Nabuk, cordura o altri materiali sintetici), dalla presenza o meno di uno strato interno di materiale impermeabile e traspirante (ma attenzione: Gore-Tex, Aquafoil o simili tendono ad usurarsi molto rapidamente; meglio una fodera interna in pelle), dalla sigillatura tra suola e tomaia, dal numero e dalla tipologia di cuciture, dalla presenza del rinforzo a soffietto per la linguetta. La mescola ed il disegno del battistrada che costituiscono la suola (per lo più Vibram) garantiranno una buona tenuta anche su terreni difficili, mentre intersuola (in EVA o in poliuretano) e inserti ammortizzanti servono ad assorbire parte delle sollecitazioni. Per quanto riguarda le vostre caratteristiche fisiche, saranno determinanti la forma dei piedi (e spesso piede destro e piede sinistro hanno esigenze diverse, tanto per complicare le cose!), il grado di sostegno necessario, eventuali problemi particolari (cui spesso si può sopperire grazie a plantari anatomici specifici).

Venendo ai costi, a titolo indicativo riteniamo che per degli scarponi di livello medio la spesa sarà compresa tra i 100 e i 150 euro, tra i 150 e i 200 euro per un prodotto di livello alto. Il nostro consiglio è di considerare l’acquisto dello scarpone come un investimento fondamentale; prodotti di livello basso potrebbero avere vita brevissima, magari un solo trekking, e possono anche lasciarvi a metà, e comunque sono poco affidabili. Un prodotto di qualità, con la dovuta attenzione vi potrà durare anche dieci anni o più. Tra le marche migliori, vi consigliamo Scarpa su tutti, e poi La Sportiva, Meindl, Lowa, Trezeta.

Per ultima ma non ultima, la questione etica. C’è chi preferisce in ogni caso evitare i prodotti di origine animale, e allora sceglierà i materiali sintetici; chi vorrà tener conto di quanto i materiali sintetici inquinino e sarà portato a scelte diverse. Utile per la decisione sarebbe conoscere la reale impronta ecologica di ciò che acquistiamo, ma non è cosa facile; non ci pare che nessuna azienda fornisca dati precisi sull’impatto ecologico della propria produzione (come invece sta facendo Patagonia per alcuni suoi capi). Quindi per intanto potremmo premiare il “made in Italy” non solo per orgoglio nazionale e per la qualità, ma anche per il rispetto dei lavoratori e la riduzione dell’impatto dei trasporti. Verifichiamo con attenzione dove i nostri scarponi sono stati prodotti, allora, e anche le altre informazioni che ci danno le Aziende, pungolandole a fare meglio.

Al momento dell’acquisto scegliete un negozio ben fornito, fatevi consigliare da una persona tecnicamente preparata e provate più modelli, a lungo, indossando le calze che userete durante i trekking (la scelta delle calze giuste è fondamentale: vedi). Tenete anche conto del fatto che durante un giorno di cammino i piedi tendono a gonfiarsi. Le stringhe vanno allacciate in modo da tenere fermo il collo del piede, per evitare scivolamenti in avanti e movimenti eccessivi del piede (si avrebbe poco sostegno ed alta probabilità di formazione di vesciche); le dita vanno lasciate invece ben libere di muoversi, per favorire la circolazione. In negozio provate a simulare le sollecitazioni che si hanno in discesa o in salita, magari su un piano inclinato; dopo l’acquisto usate gli scarponi dentro casa prima che all’aperto: potreste accorgervi di qualche inconveniente e restituirli.

Infine fate alcune camminate di rodaggio prima di affrontare trekking impegnativi, sia per ammorbidire la scarpa sia per abituare il piede. Se avete avuto la fortuna di trovare gli scarponi che davvero fanno per voi, abbiatene cura: seguite scrupolosamente le indicazioni del produttore per la pulizia e per il mantenimento dell’impermeabilità (uso di grasso, di liquidi o spray specifici, etc) e resistete alla tentazione di metterli a scaldare troppo vicino al fuoco quando vi troverete in un bivacco di montagna: il calore elevato è nemico di qualsiasi materiale!

Eleonora Moretti

SONDAGGIO: lanciamo un sondaggio per vedere i camminatori che marche di scarponi usano. Vi preghiamo di rispondere qui: http://www.boscaglia.it/sondaggi/scarponi.htm

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Sono presenti 7 commenti

Poco prima di diventare Guida dell’Associazione La Boscaglia regalai ad un amico un paio di scarponi che avevo da 22 anni. Li avevo fatti risuolare un paio di volte da quando sedicenne li avevo comprati in un negozio storico di alpinismo a Porta Palazzo a Torino. La marca? Scarpa. Nell’aprile del 2007 ho avuto i miei scarponi nuovi di zecca in Goretex della Scarpa dalla Boscaglia. Modello ZG10. Mi ci sono trovato subito bene nonostante abbia un problema al piede destro per una vecchia distorsione che mi porta, a volte, a sentire dolore con scarponi alti alla caviglia. Li ho sperimentati subito nel trekking nei dintorni di Bomarzo su sentieri e strade sterrate ma è nei sopralluoghi e nel trekking della Via Romea,un mesetto dopo, che ne ho potuto apprezzare appieno la comodità, le lunghe tappe su e giù per le antiche mulattiere e sentieri ne hanno confermato le qualità. Devo dire che la soddisfazione maggiore è non aver mai avuto il minimo accenno di vesciche o arrossamenti. Nei mesi successivi ho percorso molti km e dislivelli nei vari sopraluoghi e trekking: le Alpi Apuane con i sentieri ripidi e sassosi, l’Alta Via numero 1 sulle Dolomiti con qualche ghiaione, il lungo Giro del Bianco, la Val Maira , il Nizza San Remo più un’infinità di gite giornaliere sull’Appennino. Chi mi conosce sa che non sono un patito di km e dislivelli ma da un calcolo approssimativo questi scarponi hanno percorso qualcosa come 1600 chilometri e 65000 metri di dislivello in su e altrettanti in giu. Una domenica avevo un’escursione in grotta e per la prima volta li immersi completamente in acqua e ci rimasi praticamente tutto il giorno, un amico mi rimproverò sulla poca cura che avevo di essi. Di immersioni totali e successive asciugature ne hanno subite parecchie e devo dire senza notare danni alla membrana di Goretex. L’impermeabilità è sempre stata molto buona anche durante le lunghe escursioni con le ciaspole in cui a volte sono stati immersi nella neve per tutto il giorno. Ho quasi sempre avuto cura di asciugarli lontano dalle fonti di calore anche se qualche volta per accelerare l’operazione li ho avvicinati un po’ di più. Pochi giorni fa li ho restituiti e devo dire che mi è dispiaciuto. Il giudizio finale complessivo è molto buono : li ho apprezzati soprattutto per la comodità, anche nelle lunghe discese non ho mai avuto problemi di schiacciamento delle dita ( misura 45 per un piede 44). La protezione dagli urti su pietraie e percorsi accidentati si è rivelata ottima. L’aderenza della suola è stata soddisfacente dopo il primo mese di rodaggio in cui la mescola era ancora un po’ dura. I difetti? i lacci che non durano mai più di 5 /6 mesi e una piccola scucitura in un punto di piega lungo gli occhielli. (ma non ne ha compromesso l’impermeabilità). E i miei vecchi Scarpa regalati all’amico? Sono ancora vivi e se dovessi calcolare quanta strada hanno fatto loro in 22 anni….

ciao a tutti, io preferisco scarpe alte e robuste sulla caviglia su qualsiasi terreno, a prescindere dalla brevità o intensità dell'escursione. Un'escursione può essere breve e poco impegnativa ma basta un terreno sconnesso o in pendenza per rendere di gran lunga più utili e comode le scarpe alte e un po' consistenti. Solo su strade sterrate userei quelle più basse, anche perché scarponi da escursionismo come gli Hekla della Scarpa, che uso da qualche anno, non sono così pesanti e sono piuttosto versatili, e inoltre si adattano bene al piede (e molto in fretta). E poi la scarpa un po' consistente aiuta a camminare dosando bene il passo, si vedono le persone camminare in modo diverso. Unico piccolo difetto degli Hekla: la plastica di protezione sulle punte tende a scollarsi. Magari lo risolveranno! Il modello analogo maschile (Ladak) il difetto non ce l'ha... e comunque basta un calzolaio per risolvere velocemente!

Io mi sto troavando molto bene con scarponi Asolo alti, nessun problema di vesciche o arrossamenti e comodità nel percorrere dislivelli anche notevoli. Mi sembra strano che un marchio come Asolo non sia tra i consigliati da Boscaglia. A presto.

Ho delle pedule Tecnica. Mi sono state regalate dopo aver consumato delle ottime Trezeta (forse troppo rigide). Mi trovo bene perchè offrono la giusta solidità nell'appoggio senza essere troppo rigide specialmente nella zona del collo del piede (in particolare per chi come me ha il collo del piede molto alto). Sono resistenti, traspiranti, impermeabili, suola vibram. Unico demerito sono made in china e questo eticamente mi disturba molto. E' sempre più difficile, se non impossibile, trovare qualcosa di made in italy ( e poi non si sa se, dove ciò è scritto, corrisponde al vero) ma io per la scelta guarderei questo come primo aspetto. Buone (in tutti i sensi) camminate a tutti. P.S.: se vi interessa approfondire il tema etico relativo all'abbigliamneto ( e non solo) visitate il sito della "cleanclothes campaign" (campagna abiti puliti)

Sono anch'io un amante di Scarpa ed ho usato prevalentemente le Ladakh, il difetto dello scollamento della plastica sulle punte ce l'ha anche quello maschile, però di solito questo si verifica quando gli scarponi sono quasi al termine della loro vita (almeno per me è stato così). Quando il vibram è consumato all’80% per intendersi. Le Ladakh sono fantastiche, le uso da tanti anni, ma vi consiglio il modello senza la pellicola di goretex all'interno, cioè con l’interno in pelle. Senza peggiorare l'impermeabilità, se uno tratta bene il nabuk, danno una sensazione di maggior confort e "leggerezza". Ciao Luigi

Adesso che il sondaggio (che devo dire ha riscosso un buon successo!) ha raggiunto quasi 300 votanti, possiamo fare una prima analisi del voto. I camminatori che ci leggono e che camminano con noi dimostrano di essere tecnicamente preparati e di utilizzare scarpe di ottimo livello. Ci fa piacere che Scarpa, che riteniamo la ditta migliore presente sul mercato, e con la quale abbiamo costruito un rapporto di collaborazione proprio partendo da questo assunto, sia la scarpa da trekking più utilizzata, si avvicina al 25% dei camminatori. Ma più in generale sono gli scarponi da trekking di livello alto e medio-alto a essere le più utilizzate: Scarpa, Meindl, La Sportiva e Asolo registrano buoni risultati. Nella categoria di livello più economico colpisce il buon risultato della Aku, che si posiziona, con il 13%, al secondo posto tra le scarpe più utilizzate. Al contrario colpisce lo scarso risultato di Quechua, segno che i francesi non hanno ancora invaso il mercato italiano, per lo meno per quanto riguarda le scarpe. E anche lo scarso risultato di Salomon lo conferma. I camminatori italiani continuano a preferire ditte italiane, e su questo dobbiamo essere contenti, visto che almeno in questo siamo ancora i migliori. Così, mentre per altri prodotti, dalle magliette intime ai pile, ormai anche in Italia pare sia arrivata la massificazione della linea Decathlon (Quechua è un marchio Decathlon), i camminatori sembrano aver ben chiaro che con le scarpe non si scherza, risparmiare sulle scarpe può costare caro... Un consiglio: quando comprate le vostre scarpe, non accontentatevi del marchio italiano, ma controllate che quel modello sia effettivamente costruito in Italia. Non è per campanilismo, è perchè i modelli migliori sono ancora prodotti qui da noi, mentre i modelli più economici, e quindi meno durevoli, sono prodotti in Cina o altro luogo.

Da circa 20 anni uso un paio di scarponi "La Sportiva", risuolati più volte, e devo dire che li ho trovati eccezionali. Ho camminato per varie migliaia di chilometri sempre senza alcuna vescica e nessun arrossamento. Mi hanno accompagnato sul cammino di Santiago (da Saint Jean a Santiago di Compostela) e sulla via Francigena. Sono rigidi e flessibili; impermeabili; leggeri e, nello stesso tempo, perfetti su qualsiasi terreno; perfetti sia su asfalto che su sterrato e/o sentiero; e, ovviamente, costruiti in Italia.

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