Calze da trekking: quali scegliere?
22/01/2009 13.31.39
Le calze: se ai neofiti possono sembrare articoli poco importanti, chi cammina già da un po’ sa quanto la scelta della calza giusta può fare la differenza, tanto più se si tratta di un trekking di più giorni. Le innovazioni tecniche di questi ultimi decenni hanno cambiato fisionomia all’attrezzatura di montagna non trascurando neanche le calze da trekking.
Tutti conosciamo le calze tradizionali: spesse, di lana un po’ ruvida e non troppo sagomate, con solo l’impronta del calcagno. Ci sono ancora alcune ditte che le producono, come un calzificio italiano, Mondo Ideale, con lana biologica nostrana e una certa percentuale di alpaca per renderle più morbide. Se qualcuno vi fosse legato per motivi sentimentali sono adatte al massimo per uscite in giornata non impegnative e in ogni caso sono sconsigliate per escursioni impegnative e trekking di più giorni. Le calze da cammino moderne sono differenti sia nella forma che nei materiali utilizzati per la loro realizzazione.
Nuove tecniche di tessitura riescono a dare calze che ricalcano fedelmente la sagoma del piede; si adattano ad essa aderendovi perfettamente, riducendo così la possibilità che si formino pieghe nel tessuto e zone di frizione dovute al distacco delle calze dal piede. Inoltre hanno cuciture piatte sopra le dita e zone di rinforzo e ammortizzazione nelle aree di maggiore sfregamento tra piede e scarpone che, oltre a rendere le calze più robuste, proteggono maggiormente il piede, riducendo il rischio che si formino vesciche. Entriamo ora nella questione materiali. Come per i capi di abbigliamenti anche per le calze si è aperto un dibattito tra chi considera migliori le fibre sintetiche e chi, anche grazie alle nuove tecnologie, ha riscoperto i materiali naturali. Da parte mia sono a favore della lana e per questo ho cercato di capire quali sono i pro e i contro del suo utilizzo e quali vantaggi essa da rispetto alle fibre sintetiche.
In questi ultimi anni sono state scoperte un gran numero di fibre sintetiche, differenti per composizione, spessore e funzione; alcune garantiscono sostegno, altre traspirazione, altre ancora mantengono costante la temperatura del piede. Queste fibre vengono in genere combinate insieme e dislocate in parti diverse delle calze in funzione del loro specifico utilizzo per creare calze composite dalle mille specificità e gli utilizzi più disparati.
Alcune aziende sono invece andate nella direzione opposta cercando nuove tecniche di filatura e tessitura per valorizzare la lana come materiale tecnico di origine naturale; in particolare la lana merinos delle pecore neozelandesi, che racchiude in se tutte le caratteristiche delle varie fibre sintetiche. Innanzitutto le calze di lana merino hanno un ottimo comfort sulla pelle grazie all’utilizzo e alla lavorazione speciale della lana merino da cui si riescono ad ottenere fili molto lunghi e sottili; ciò rende le calze molto leggere e morbide ed evita il prurito che ci viene in mente quando pensiamo alla lana. Inoltre hanno un potere traspirante molto elevato, e maggiore di quello delle fibre sintetiche, grazie alla struttura stessa della lana. Questo determina diversi vantaggi. Anche durate una camminata impegnativa il piede risulta asciutto e non si ha quella fastidiosa sensazione di umidità. La temperatura del piede risulta sempre costante per cui queste calze possono essere utilizzate, con spessori differenti, sia in estate che in inverno. In più l’elevata traspirazione mantiene piuttosto asciutte anche le calze e per questo vengono ridotte al minimo irritazioni e allergie, date da sfregamento e umidità. Ciò limita molto anche la crescita dei batteri che causano il cattivo odore di calze e piedi per cui è possibile indossarle per diversi giorni senza che si formino cattivi odori.
Per ovviare a questo stesso problema alcune ditte hanno brevettato una fibra sintetica che contiene argento che, rilasciando ioni, ha un’azione antibatterica. In ogni caso, da quello che so, l’effetto non è paragonabile. Di contro si ha che le calze di lana merino, in generale, sono più delicate di quelle sintetiche e si usurano più facilmente. Anche per questo motivo spesso la lana viene combinata con fibre sintetiche di rinforzo e questo rende le calze più robuste e resistenti. Anche nel lavaggio è consigliabile un po’ di attenzione in più visto che le nuove calze di lana hanno un costo più elevato delle altre.
Sul mercato ci sono diverse aziende che utilizzano lana merino nelle calze, sia come unico materiale sia integrata con fibre sintetiche. Tra queste le principali sono Icebreaker e Smartwool. Che hanno percentuali di lana tra il 70 e l’80%. Altre ditte come la Thorlo invece hanno una percentuale di lana molto più bassa, circa il 30%.
In sintesi le caratteristiche che una buona calza da cammino deve avere sono: Ottima vestibilità e aderenza al piede che deve essere assecondato nei movimenti. Confort sulla pelle che eviti irritazioni e arrossamenti. Traspirabilità in modo che il piede resti sempre asciutto anche durante intensa attività fisica. Isolamento termico che mantiene costante la temperatura del piede. Spessore adeguato alla stagione e al tipo di attività che si ha in programma.
Laura Lorenzetti
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Commenti
Sono presenti 3 commenti
1 Inserito da francesco garzoni Il 22/01/2009 23.53.25
io da un po' di tempo sono passato al merino totale, sia per le calze che per l'intimo, e non tornerei alle fibre sintetiche nemmeno se mi pagassero, tra l'altro la lana elimina il problema dei cattivi odori soprattutto in trekking lunghi, l'importante è scegliere bene il peso del filato a seconda delle esigenze. Per quanto riguarda le calze non cambierei le Smartwool per nulla al mondo (anche se diventeranno difficili da reperire dopo l'accordo di distribuzione con timberland), mentre invece per le magliette quelle prodotte da Ortovox sono le migliori che ho provato, una critica a icebreaker è invece la non perfetta morbidezza del filato.
2 Inserito da roberto tarzia Il 23/01/2009 17.44.56
... non perfetta morbidezza del filato??? A France', non è che per caso stai diventando un pò troppo "fighetto"? :-))
3 Inserito da maurizio barbagallo Il 28/01/2009 21.13.34
Grazie Laura del tuo preciso ed esauriente oltre che aggiornato post. Spesso si sottovaluta l'importanza di avere un buon paio di calzettoni sotto dei buoni scarponi e così si verifica l'insorgenza delle fastidiose vesciche. Ognuno deve trovare il modello appropriato in base alle sue caratteristiche fisiche e preferenze e spendere qualche eurino in più.(non meno di 20). Ultimamente mi è capitato di osservare la comparsa di arrossamenti e veschiche anche dopo poche ore di cammino su escursionisti che portavano sotto scarponi di ottimo livello, calzini di spugna e similari.