Viaggi a piedi di 4 e 5 orme
24/11/2008 17.19.22
Nel 2009 ci sono novità per chi è interessato ai viaggi più impegnativi della Boscaglia, perché abbiamo deciso di migliorare e chiarire meglio la classificazione. L’obiettivo è che i camminatori vengano indirizzati sempre più a viaggi adatti a loro, senza incomprensioni o errori di comunicazione. Per far questo abbiamo introdotto di nuovo i viaggi a 5 orme, per differenziare maggiormente i diversi gradi di difficoltà. I viaggi a 5 orme sono quelli per ottimi camminatori, con dislivelli sui 1.300 metri di salita al giorno, con possibilità anche di arrivare a 1.700 in salita e 2.000 in discesa, necessaria attrezzatura molto tecnica, grande esperienza e molta sicurezza. Inoltre, chi non ha mai viaggiato con Boscaglia verrà indirizzato dalla segreteria a iniziare con viaggi più facili, massimo 3 orme. Se proprio il camminatore si sente all’altezza dei viaggi più difficili e faticosi, deve dimostrare di esserne all’altezza. Per far questo deve rispondere a un questionario scritto, pensato proprio per i viaggi a 4 e 5 orme, in cui spiegare quali esperienze passate ha, che attrezzatura ha, ecc. Una commissione interna formata da guide professioniste valuterà i questionari. Infine, consigliamo a tutti quelli che vorrebbero fare viaggi a 4 e 5 orme e non hanno mai fatto esperienze come queste, una bella prova pratica: prendere lo zaino, riempirlo con 16 kg di roba e camminare un giorno in montagna con dislivelli di 1.000 metri in salita a buon passo. L’autoselezione verrà da sé. Questa maggior selezione consentirà di avere gruppi più omogenei e camminatori più felici! Cosa ne pensate?
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Commenti
Sono presenti 15 commenti
1 Inserito da ale g Il 25/11/2008 10.02.51
l'idea mi sembra ottima. è capitato a tutti, credo, di trovarsi in gruppi dove c'era qualcuno che non si aspettava salite così lunghe o giornate infinite. la cosa che mi rende un pò triste è pensare che non sarò mai in grado di affrontare un 5 orme. 1700 metri di dislivello forse li potrei fare con una scala mobile :)
2 Inserito da Luca Il 25/11/2008 10.51.30
Caro Ale, o sei smemorato, o sei modesto, o ti sei impigrito! Ti ricordo che 1700 metri in salita li hai già fatti, nel viaggio in Majella con me, ricordi? Era la tappa che da Campo di Giove portava sulla cima del Monte Amaro...
3 Inserito da ale g Il 25/11/2008 12.10.34
davvero erano 1700 metri? wow! ecco perché arrivato in cima a stento dichiarai: è la cosa più faticosa che abbia mai fatto in vita mia. beh, merito della guida :) però fu un bellissimo giorno di cammino, culminato con una dormita colossale...bello!
4 Inserito da Elisa Renzi Il 25/11/2008 23.25.27
Io ho partecipato a parecchi viaggi boscaglia, e sono da anni un'avida lettrice del catalogo: per me, come per tanti altri camminatori, è un po' "il libro dei sogni", da guardare e riguardare agognando il prossimo cammino. Posso dire, in base alla mia esperienza, che le informazioni necessarie nel catalogo ci sono già, tutte quante, però bisogna essere molto attenti e valutare le schede tecniche dei viaggi in tutti gli aspetti, comprendendo bene il significato dei simboli riportati, cosa che non sempre e non tutti i viaggiatori fanno. Alcune informazioni basilari dovrebbero forse essere più chiare ed evidenti... come dire...a prova di disattento! Va bene spingere il pubblico ad una più accurata auto-selezione però anche la boscaglia sia più chiara nell'elencare le difficoltà di un itinerario a 4 o più orme. Ad esempio la "scala di difficoltà" riportata nel catalogo 2008 a pag.7 è a mio parere fuorviante: troppo vaga, non dà una vera misura della difficoltà di un itinerario. In questa scala il 4 orme riporta un laconico: per buoni camminatori, dislivelli sui 1000 metri di salita al giorno. Se un lettore-camminatore-ottimista si ferma a questa scala di difficoltà può davvero correre il rischio di optare per la vacanza sbagliata. Un aspetto importante, ed in alcuni itinerari non ben sottolineato, è che nei viaggi avventurosi in cui si dorme in tenda, il cibo, i fornellini, le stoviglie, il materassino, la tenda e tutto il vienimi-dietro son da trasportare sul groppone dei partecipanti. Questo significa, quando va bene, 5 o 6 kg di peso in più ad inizio trek. Se c'è necessità di autonomia d'acqua il peso cresce ancora. E c'è una bella differenza a fare 1200 metri di dislivello con 9 o con 15 kg di peso sulle spalle. Personalmente ho partecipato al "truoi da las furcelas", faticando certo, ma senza eccessivi problemi. Non ho invece mai osato iscrivermi al trek all'isola de la Palma, che pure mi piacerebbe tanto, proprio per il problema del peso determinato dal trasporto tenda e viveri. Sono 4 orme tutt'e due, ma le difficoltà sono diverse. Se le guide, con uno sforzo di sintesi e chiarezza, riescono a sottolineare le difficoltà peculiari di un itinerario già sulla descrizione sintetica presente in catalogo, aiutano di certo tutti i possibili partecipanti a scegliere il viaggio giusto
5 Inserito da Nando Il 26/11/2008 13.31.52
Ale, troppi funghetti…
6 Inserito da ale g Il 26/11/2008 15.31.25
grande nando! pensa, il grande scrittore tom robbins sostiene che alla base delle religioni ci sia il consumo di funghi magici e che questi siano l'elemento della natura più importante nella storia dello sviluppo dell'umanità. per leggere queste follìe potete scaricare il libro (gratuito e senza diritti d'autore) dal mio sito: http://www.guardabassi.it
7 Inserito da Pino De Noia Il 28/11/2008 9.13.50
L'idea di introdurre un ulteriore grado di difficolta', ma soprattutto una comunicazione piu' efficace con chi intende iscriversi mi sembra ottima. Ultimamente ho partecipato a due viaggi a 4 orme (Maiella e Corsica Nord) che per capacita' atletiche, capacita' tecniche, e spirito di adattamento richiesto, erano a mio parere abbastanza lontani tra di loro. Magari chi ha partecipato al primo senza difficolta' puo' ritenersi automaticamente abile e arruolato al secondo, e poi avere spiacevoli sorprese alla prova dei fatti... Ben vengano anche gli accorgimenti che indicate per chi vuole iscriversi a viaggi 'difficili'. Finora questa era una attivita' di segreteria, ma chiaramente questo non si e' dimostrato sufficiente... Arrivederci a presto alla Festa del Camminare. Pino
8 Inserito da andrea zanobini Il 28/11/2008 12.02.54
...da ingegnere penso che se è un modo per allargare la scala, migliorando la risoluzione, ma senza aumentare la portata, può andare ma se invece è un modo per alzare il limite superiore delle difficoltà allora non ci siamo, non credo che nè boscaglia ne chi cammina con lei ne sentano un reale bisogno. Ovviamente parere personale.
9 Inserito da Nando Il 28/11/2008 13.04.29
Da operaio digitale – mio sentire – penso che più si cammina e si sta bene, più cresce la voglia di alzare il tiro: non tanto in funzione di ardite imprese da mettere a curriculum, ma semplicemente per innalzare il livello di sballo (a proposito di funghi; e grazie per il Millelire, Ale), ed è una bella cosa che Boscaglia ne offra l'opportunità. Ben vengano quindi strategie e soluzioni per armonizzare i gruppi: il trip risultante sarà ulteriormente amplificato.
10 Inserito da Luigi Lazzarini Il 05/12/2008 9.58.23
Cara Elisa, grazie del tuo commento. Intanto sono contento di sentirti dire che il catalogo Boscaglia è per te il libro dei sogni, lo è stato anche per me per tanti anni e lo è ancora, pur essendo passato dalla parte dei... "costruttori di sogni". Hai ragione a sottolineare la differenza tra un 4 orme come il Truoi e La Palma, infatti quest'ultimo, nella nuova classificazione, avrebbe senz'altro avuto le 5 orme! Nella pagina del nuovo catalogo "Scegliete un viaggio al vostro livello" nella colonna 5 orme c'è scritto in alto "supero passaggi attrezzati e difficoltà alpinistiche di 1 grado e con zaino di 15 kg". Credo quindi che questo risponda alla tua richiesta di maggiore precisione nella differenziazione delle orme. Il numero di orme vuole esprimere un concetto più allargato e non solo se bisogna portarsi dietro per alcuni giorni cibo e a volte anche l'acqua. Ed è per questo che abbiamo introdotto il questionario di selezione, per i viaggi a 4 e 5 orme, con tante domande sull'esperienza, l'allenamento e l'attrezzatura, perchè a volte è importante anche avere il sacco a pelo giusto, per non stare svegli tutta la notte a battere i denti. Spero ti vorrai presto cimentare con un 5 orme, anche se per La Palma dovrai aspettare qualche anno, per adesso l'ho sostituito con un confortevole 2 orme alle Azzorre. Ciao Luigi
11 Inserito da Gianmario Reffo Il 20/12/2008 15.23.39
premetto che se mi danno le ferie parteciperò ad un viaggio a 5 orme, ed ho partecipato;nel 2008 ad un viaggio a 4 orme, in cui sono stato veramente bene, voglio comunque inviarvi questa riflessione: la filosofia della boscaglia è il camminare lento ed assaporare il cammino stesso, Non è che il viaggio a 5 orme, per la sua stuttura, dislivelli elevati, tante ore di cammino, ecc, snaturi un poco questa filosofia? cosa ne pensate?
12 Inserito da Elisa Renzi Il 20/12/2008 21.13.41
A parer mio non c'è contrasto. Camminare lento vuol dire anche non avere l'ossessione della vetta, andare alla scoperta di angoli di mondo poco battuti, spostarsi caparbiamente a piedi in zone dove a piedi non ci va più nessuno, allontanarsi dai posti abitati abbastanza da poter godere dell'immenso privilegio di camminare dove è la natura a far da sovrana. E qualche volta tutto questo implica per forza di cose affrontare tante ore a piedi, superare grossi dislivelli, bivaccare sotto le stelle: est modus in rebus, si può far tutto senza perdere il gusto del cammino. E' importante in questi casi è che non capiti a nessuno di partecipare ad un 4 o 5 orme senza averlo davvero scelto, o senza essere preparato. Per questo è stata senz'altro utile l'iniziativa di boscaglia di chiarimento sulla classificazione adottata nel catalogo 2009.
13 Inserito da Andrea Zanobini Il 25/12/2008 12.08.06
Cara Elisa, e Luigi, se posso permettermi, vorrei ancora dissentire e spiegare meglio quello che penso. Boscaglia è unica nel suo genere, intendo dire quello di accompagnare le persone a vedere posti belli, in quanto è stata la prima, che io sappia, a non rivolgersi alla vetta, ai dislivelli, alle difficoltà bensì al "cammino" anche interiore che occorre fare per arrivare alla meta. Il suo grande privilegio rispetto agli altri è tutto qui. Sembra poco ma è moltissimo. Basta dare un'occhiata alle "letture consigliate" per rendersi conto che questa iniziativa tende a snaturare la sua originaria bellezza...addirittura una commissione interna, come se da un curriculum si potesse capire chi si ha di fronte, assurdo. C'è gia il CAI (...non quello di alitalia!) per chi vuole fare questo tipo di esperienze. Paradossalmente, sempre a mio avviso, se si vuole proprio estendere la scala sarebbe meglio farlo verso il basso, non so, uno "zero" orme magari per i più piccoli o i disabili. Per mia esperienza, ma probabilmente anche per la vostra, al crescere dell'impegno fisico diminusce proporzionalmente l'attenzione per ciò che è attorno a noi e le cose che veramente contano alla fine restano solo particolari irrilevanti. Resta solo arrivare alla benedetta meta e togliersi il maledetto zaino! Vorrei spiegarmi, se al solito può servire, con un esempio peronale e quindi forse fuori luogo, ma tanto lo faccio lo stesso. Luglio, svizzera, via alpina. Il giro volge alla fine, quindi sono in forma, ma una delle ultime tappe è una di quelle del post, 1700 in salita, altrettanti in discesa, qualche difficoltà. Potrei fermarmi a metà ma il discorso è sempre quello...vediamo se ce la faccio, dove riesco ad arrivare...ecc. risultato: fine tappa sotto la pioggia battente, la sera nn riesco neanche a lavarmi i denti, il giorno successivo, è bello, devo fermarmi perchè le ginocchia sono ko. E lo zaino era molto più leggero di 16(?)kg, ed ero solo, quindi max libertà, figuriamoci in gruppo dove c'è sempre qualcuno fuori forma. Non ho fatto neanche una foto. Spero di aver chiarito quello che pensavo, buon Natale camminatori!
14 Inserito da Massimo Allegri Il 12/01/2009 15.22.16
Caro Andrea, secondo me tu non hai capito bene. Quello che Boscaglia sta facendo non è aumentare le difficoltà dei suoi viaggi, ma semplicemente di riorganizzare la classificazione delle orme. E Boscaglia ha già introdotto le "0" orme per i bambini, sul nuovo catalogo 2009! E poi le difficoltà sono molto soggettive. Se a te un trekking a 4 orme può sembrare così duro da non poter prestare attenzione alle cose che ti circondano, perchè piegato dalla fatica, ad altri, invece, più allenati di te, il 4 orme dà sensazioni di immersione nella natura e di partecipazione al tutto che sono insostituibili. Il bello di Boscaglia è che la sua filosofia non sportiva si adatta a tutti, l'importante è non correre!
15 Inserito da Andrea Zanobini Il 15/01/2009 16.51.52
Mi capita spesso di nn capire bene le cose, ultimamente sempre più spesso, ma nn mi sembra di essere fuori allenamento. Cmq, per esperienza, sono proprio queste tappe che spesso si trasformano in una corsa contro il tempo e cerco, se possibile, di evitarlo. Tutto qui. ciao, a.