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Perché il telefonino no?

02/10/2008 15.07.18

Come molti di voi sanno, nei viaggi Boscaglia è vietato usare il telefono cellulare durante il giorno, si può usare prima di iniziare a camminare e alla sera arrivati alla fine della tappa. Perché? Perché il cellulare allontana dall’obiettivo che si cerca di raggiungere in un viaggio a piedi: immergersi nel qui e ora della natura selvaggia. Anche isolarsi ascoltando la musica con le cuffiette nelle orecchie ha le stesse controindicazioni.

Il bello dei viaggi Boscaglia è lo spirito di gruppo che si forma dopo poche ore, quando le persone si immergono completamente nel loro qui e ora, condividendo con gli altri partecipanti al viaggio tutti loro stessi nel presente. Una telefonata in questa situazione allontanerebbe le persone tra di loro, si interporrebbe un filtro.

E poi abbiamo dovuto, noi guide, essere drastici perché stava diventando veramente una situazione assurda. Abbiamo così deciso di far firmare ai partecipanti una presa di consenso sul fatto che il telefonino è vietato durante il giorno, pena l’allontanamento dal viaggio stesso. Se siamo arrivati a questo, potete immaginare che eravamo belli esasperati!

 Ma ancora di recente c’è chi questa regola la firma, ma non la condivide. Come quelli che al cinema parlano durante il film, come quelli che rispondono al cellulare in chiesa, o a teatro. Non è solo cattiva educazione, è proprio che molte persone non accettano di sottoporsi a questa limitazione. E’ un regola difficile da far accettare. C’è chi si ribella: “non accetto di avere regole!”.

Come se questo telefonino ormai fosse “sacro”. Si, sacro. E ancora si scatenano polemiche. Ma La Boscaglia, che di questa scelta ne fa un fiore all’occhiello, è chiara: se ti va di camminare a queste condizioni partecipa ai nostri viaggi; se non ti va, vai a camminare con altri. Sembra una scelta drastica, e in effetti lo è. So per certo di persone che non camminano con Boscaglia per questo vincolo. Ma è la nostra scelta! So anche di persone che camminano con Boscaglia proprio perché con altre organizzazioni dà loro fastidio l’uso che viene fatto dei cellulari. Cosa ne pensate?

Luca Gianotti

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Commenti

Sono presenti 15 commenti

Uno dei motivi che mi ha indotto a scegliere La Boscaglia è proprio il non uso dell'aggeggio in questione. Continuate così

Laddove il buonsenso delle persone non arriva, si rende necessario introdurre delle regole. Ecco perché via via sono aumentati i luoghi dove è vietato far squillare e usare il telefonino. Proviamo ad elencarli? E’ vietato alla guida dell’auto, nelle scuole, in aereo, in ospedale, nei luoghi di culto, a teatro, al cinema, è considerato maleducato al ristorante, in treno, in molti contesti professionali, come un colloquio o una riunione di lavoro, etc etc. Detto ciò mi stupisco che esista ancora gente non disposta a spegnere il proprio telefonino quando richiesto, laddove rappresenta innanzitutto un gesto di cortesia ed attenzione verso altre persone. Ben venga questa regola, ben venga questa selezione. Voglio camminare insieme a persone educate.

Tutte le "malattie" svelate dal cellulare (di UMBERTO GALIMBERTI) Il telefonino forse non provoca nuove patologie, ma certamente amplifica quelle che uno già possiede, le evidenzia, le rende pubbliche, le mostra a tutti. Una vera vergogna. Se fossimo buoni osservatori di noi stessi, forse, per conoscerci, potremmo risparmiare sulle sedute psicoanalitiche e prestare attenzione all'uso che facciamo del telefonino, che è un grande rivelatore del rapporto che noi abbiamo con la realtà e con gli altri... (continua) http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/spettacoli_e_cultura/cellu/cellu/cellu.html

Grazie Roberto per la segnalazione di questo interessante articolo di Galimberti, e del libro "Psicopatologia del cellulare". Una citazione che trovo molto significativa dall'articolo: "Da un punto di vista psicologico il telefonino è un regolatore della distanza e un moderatore della separazione, determinata non solo dalla distanza fisica, ma soprattutto da quella più intollerabile di natura sentimentale che nasce dai vissuti di mancanza e di perdita del contatto con l'altro. E' un sentimento questo che abbiamo provato più volte da bambini quando la mamma si assentava. La possibilità che il telefonino ci offre di superare questa distanza e sopperire a questa assenza, dice quanto le sindromi infantili sono presenti e attive in noi, e quanto, incapaci di superarle, le tamponiamo con il mezzo tecnico. Ma chi è un uomo che non sa tollerare la distanza e l'assenza, che non sa stare solo con sé, che traduce subito la solitudine in un vissuto d'abbandono, quando non addirittura in una perdita di identità? "Pur avendo il telefonino sempre acceso non mi chiama nessuno, quindi non sono nessuno". I sentimenti non hanno mediazioni razionali, il loro modo di procedere è da corto circuito. Le conclusioni arrivano presto. E allora mettiamoci noi a telefonare, non perché abbiamo davvero qualcosa da dire, ma per soddisfare un bisogno di sicurezza incrinato, da ricostruire con contatti continui, per non dire compulsivi. Non tolleriamo la distanza, non sopportiamo l'assenza, viviamo come dono degli altri, come loro concessione, in uno stato di dipendenza parziale o totale, che la dice lunga sul nostro stato infantile e sulla nostra mancanza di autonomia. "

Il telefonino non è vero che non provoca patologie, fa male ai bambini sotto ai 12 ani. Leggete qua: "Secondo un ricerca svedese l'uso dei telefoni cellulari sembra destinato ad aumentare di cinque volte il rischio di tumore al cervello per bambini e teenager perché hanno il cranio più sottile e quindi le radiazioni emesse dai cellulari penetrano con maggiore profondità e nocività. La ricerca sui cellulari è stata coordinata dal professor Lennart Hardell, dell'università di Orebro, ed arriva a sostenere che il rischio di tumore al cervello si quintuplica per bambini e adolescenti anche se vivono in abitazioni dove ci sono telefoni fissi senza fili. Il prof. Hardell è convinto che i bambini sotto i 12 anni dovrebbero far uso di telefonino "soltanto in casi di emergenza" mentre gli adolescenti dovrebbero servirsi dei congegni di 'viva voce' e "concentrarsi sui messaggini". Si dovrebbero adottare queste precauzioni fino all'età di vent'anni quando il cervello arriva al suo definitivo sviluppo. Lo studioso svedese avverte che non si può escludere una vera e propria epidemia di tumori al cervello provocata dall'uso del telefonino durante l'infanzia e l'adolescenza per il futuro perché in parecchi casi ci vogliono decenni prima che il cancro si manifesti. In particolare, il rischio riguarda di due tipi di tumore: glioma e neuroma acustico, il secondo benigno ma spesso causa di sordità. La settimana scorsa il parlamento europeo ha votato con 522 voti su 16 l'urgenza di sollecitare i paesi membri a raccomandare limiti più stretti all'esposizione dei bambini a radizioni di telefoni cellulari, telefoni senza fili, wi-fi e altri dispositivi, poichè il loro sistema nervoso si sta ancora sviluppando." - settembre 2008 da: http://www.bambinonaturale.it/detail.asp?IDN=527&IDSezione=11

Non ho (ancora) camminato con la Boscaglia, ma sottoscrivo senza riserve quanto scritto da Luca Gianotti. Condivido nel modo più assoluto questa elementare regola (che potrebbe anche essere - ma non lo è, o perlomeno non lo è solo - di buona educazione). Credo che la maggior parte di chi si accosta al camminare a partire dall'amore per la natura non possa non condividere quanto sopra.

Vi ringrazio di cuore. Quello che avete scritto è esattamente quello che penso. Personalmente penso che i cellulari anzichè avvicinarci ci abbiano allontanato l'uno dall'altro. Anzichè arricchire le nostre possibilità di comunicazione vera, hanno soltanto inflazionato lo scambio di parole, senza renderle più vere od autentiche. Una lettera scritta col cuore o pochi minuti insieme vissuti intensamente valgono più di migliaia di ore al cellulare. Camminare nella natura portando con se il ricordo dei propri cari è possibile e non ha prezzo. Ciao, Giovanni

Sono perfettamente d'accordo con voi! Ho partecipato alla prima camminata con Boscaglia a settembre e ho apprezzato molto questo aspetto dello stare assieme. Credo che lo spegnere il cellulare sia un ingrediente importante dell'essere in "vacanza". E il decidere, di sera, le telefonate da fare, i messaggi da spedire o a cui rispondere è un po' come selezionare le cose da mettere nello zaino - un'accurata scelta fra l'indispensabile ed il superfluo ...

...sono al terzo intervento da ieri, seguendo le istruzioni, ma funziona?

che meraviglia i viaggi della boscaglia senza il telefonino! ieri sera camminavo con un'amica che mentre chiacchierava con me mandava messaggini non so a chi, e in banca mi accade spesso, mentre parlo con un cliente, in genere di cose serie, che gli squilli il telefonino e si metta a parlare ignorandomi all'improvviso completamente, o tra amici, nel bel mezzo di una conversazione, che qualcuno si allontani per rispondere a una chiamata, e per la strada quanti urlano e gridano dentro un cellulare, e allora mi viene da pensare: meno male che c'è la boscaglia!

Io mi sono iscritto alla Boscaglia nonostante il divieto di usare il cellulare. Può essere vero che persone non si iscrivono alla Boscaglia per questo divieto (anche se penso che sia più per la rigidità che sta dietro ad esso). Ma ci sono anche persone che questo divieto lo subiscono, e magari telefonano di nascosto durante i trekking. Telefonare come fare la pipì? Personalmente iscrivendosi all'associazione mi sembra giusto rispettare le regole. Però mi chiedo che male c'è se uno, per esempio, desidera tenere il telefonino acceso perchè magari ha i genitori anziani e vuole essere informato se succede qualcosa, o una mamma che durante la pausa pranzo chiede com'è andato l'esame della figlia. Ci viene detto che il cellulare si può usare prima e dopo il trekking. Ma usarlo durante la cena è ancora peggio che durante il trekking. Usarlo mentre si conversa dopo cena è meglio che durante la camminata? Insomma, meglio a mio avviso contare sul buon senso delle persone che non imporre divieti.

finalmente! un bel commento fuori asse! non condiviso quasi una parola di quello che hai detto..ma "que viva pietro!" :), ale

Caro Pietro, ti ringrazio per il tuo commento "fuori asse" che mi dà la possibilità di entrare nel merito. Come spesso (ma evidentemente non abbastanza) spieghiamo, la regola di non fare uso del cellulare mentre si cammina, non è soltanto per non arrecare disturbo agli altri (per cui se nessuno ti vede o ti sente va bene lo stesso). Ma soprattutto per non far entrare voci e pensieri nel "qui e ora" camminante che è l'esperienza che proponiamo. Se uno sta camminando, e ci si mettono giorni a lasciare indietro i pensieri della città, del lavoro, ecc. e finalmente si lascia andare ad un'esperienza d'immersione nella natura, ricevendo una telefonata azzera in un secondo tutto il percorso fatto fino a quel punto. Fai degli esempi ai quali si tranquillamente applicare questo ragionamento, tutte quelle notizie, se ne verrai a conoscenza la sera, sarà diverso? Non credo, ma sarà senz'altro diversa la tua giornata! I casi di parenti malati sono poi la scusa preferita. Se un parente è veramente malato è meglio stare a casa e accudirlo. Se non lo è si possono avere sue notizie anche solo una volta al giorno. Poi fai l'esempio del telefonare durante la cena. Non è che la regola del telefonino esenta dal buon senso e dall'educazione. Se sei a tavola in gruppo non telefoni. Telefoni dopo o prima. Oppure, ancora meglio, non telefoni proprio, lasci a casa il cellulare e ti distacchi completamente per una settimana. Ti assicuro che i benefici di questa terapia di privazione dei contatti via etere sono di gran lunga superiori a quelli che, nel quotidiano, sembrerebbero dei difetti (ad esempio incrementa i contatti "de visu"). Provate.

...condivido.. a metà quanto detto dalla quasi totalità dei presenti. Comprendo ed aderisco alla richiesta di non utilizzare il cellulare durante il trekking. Mi sembra un gesto rispettoso degli altri e di se stessi. Sarei un po' meno rigida sulla pausa pranzo. Può succedere che si voglia comunicare con un affetto rimasto a casa, per dargli un segnale di presenza anche se si è assenti fisicamente (i bambini, come i vecchietti, sono molto sensibili al momento della telefonata, oltre ad avere orari rigidi di nanna...). Non trovo fastidioso un papà che mentre mangia un panino al volo chiama il suo bimbo, o una ragazza che chiama il nonno..Credo che, se si ha dentro di sè l'amore ed il rispetto per il mondo circostante, lo si esprima all'esterno con modalità gentili. E che questa espressione richieda anche agli altri una riflessione meno rigida su norme comportamentali che dovrebbero avere lo stesso principio di base (il rispetto e l'amore). In ogni caso, evviva le diverse sensibilità...

L''unica cosa che posso dire e'' BRAVI ! la regola no al cellulare mi sembra logica. Perche'' se no'' scegliere di camminare nei boschi? e poi il cellulare e'' utile solo per emergenze non dovrebbe essere usato come un modo di conversazione. Bravi continuate cosi''!! a presto una camminata nei boschi..

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