Il glorioso rimpatrio 2008
27/08/2008 10.21.06
Lo sapete chi sono i valdesi? Dopo la settimana di cammino nelle loro valli io adesso posso dirmi uno dei più grandi esperti in Italia di storia, tradizioni e religione valdesi. E come me lo sono tutt* i/le partecipanti al trekking che ripercorre le ultime tappe del viaggio che riportò alla fine del '600 i Valdesi nelle loro valli piemontesi dopo anni di persecuzioni ed esilio, oltre alla guida Maurizio Barbagallo che per la prima volta affrontava in gruppo questo percorso. Per raccontare meglio lo spirito del viaggio pubblichiamo di seguito il diario di viaggio di Yanez, un camminatore "grullo". Le prime righe del racconto le potete leggere direttamnete qui sotto, mentre il racconto completo lo potete scaricare (formato .doc) di seguito.
Alessandro Guardabassi
Il rimpatrio dei “grulli”
Da Salbertrand a Torre Pellice sulle orme del Glorieuse Rentrèe
di Yanez
Ci sono momenti nella vita in cui un uomo si fa delle domande ed è tenuto a darsi delle risposte. Da troppo tempo, recandomi a lavoro, passavo davanti ad un cortile nel quale stazionava un cane con una catena al collo: “poveraccio – pensavo tra me e me - che vita da cane!”, per l’appunto. Appena svoltato l’angolo però nasceva spontaneo un paragone tra la condizione della povera bestiola e la mia: schiavo alla stessa maniera e forse di più, perché consapevole della faccenda. La cosa che però mi spinse a riconsiderare tutta la mia vita fu una in particolare: il carnet da dieci caffé (di cui uno in omaggio) del bar “My Chef” della stazione di Milano Lambrate. Non c’è niente di più angosciante, ve l’assicuro, del possedere un abbonamento di questo tipo. Certo ci sono quelli della metrò, del treno o del parcheggio per l’auto. Ma quello del caffé, in una stazione ferroviaria, luogo di partenza per elezione, è qualcosa che ti segna dentro e che non può passare sotto silenzio. Condannato fino ad esaurimento dei talloncini ad affacciarmi a questo bancone, sgomitando nella ressa, senza poter nemmeno ordinare qualcosa di diverso dal caffé. E così, in una giornata di inizio luglio, decisi di cambiare la mia vita, ed il tutto avvenne con un gesto simbolico ed eclatante: presi il carnet, acquistato il giorno prima, lo strappai con insolita calma in mille pezzi e lo dispersi fuori dal finestrino del treno che correva verso Treviglio, sbattendomene allegramente dei risvolti poco ecologisti dell’atto. (per continuare la lettura scarica il racconto completo che trovi qui sotto)
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Commenti
Sono presenti 38 commenti
1 Inserito da stella Il 27/08/2008 12.37.16
Da anni il mio 8 per mille è alla chiesa valdese, un po' di pubblicità non guasta in questo caso. ;)))
2 Inserito da alfu Il 27/08/2008 17.31.06
Bello il racconto ... ( non me lo avevate detto che mi chiamavate cignale, nel trekking di due anni fa ero "il cinghio." .. corsi e ricorsi storici) e belle le foto ... brava Eletrica. Fra un paio di settimane qui inizia l'Octoberfest. Ma non posso ospitarvi tutti .. però ho un amico che a Bressanone che ha una casa grande..un maso. Volendo si potrebbe organizzare un long weekend. Bottanico mi manchi ! Ho comprato il libro di Rigoni Stern... ma lo ho già imprestato... Un abbraccio vs cinghiale
3 Inserito da alessandro guardabassi Il 27/08/2008 17.52.44
ma in effetti manco io lo sapevo di questo soprannome...l'ho appreso dal fantastico diario di bordo del dott. yanez...come molte altre cose d'altronde. come il fatto che il lago verde abbia cambiato nome in lago azzurro per esempio :)
4 Inserito da Elettra Il 27/08/2008 18.18.51
Ne parlavo con Alessandro sul treno. Di ritorno da questi viaggi mi scontro sistematicamente con l'incapacità di comunicare a chi non c'era la bellezza di quello che ho vissuto. Mi limito ad un laconico "bei posti, bel gruppo" convinta che il resto sia troppo difficile da spiegare o troppo difficile da capire... e forse lo è veramente. Già è difficile convincere l'ascoltatore medio che d'estate non esistono solo mare e racchettoni, che si può andare a letto presto, svegliarsi all'alba e divertirsi comunque, che camminare non sottrae tempo al tempo ma lo arricchisce, che non è necessario vedere mille posti ma ne basta uno solo visitato con dei ritmi più umani, che un gruppo di sconosciuti ti può arricchire molto più della solita compagnia... Già (dicevo) è difficile spiegare tutto questo, figuriamoci impelagarsi nel groviglio delle emozioni! Io credo che il segreto di questi viaggi sia nella leggerezza del bagaglio che ti porti dietro ... e non mi riferisco ai chili fisici che ti carichi sulle spalle (tutt'altro che leggeri) ma alla leggerezza intesa come semplicità. Di punto in bianco non hai più nulla... non solo cose scontate tipo casa, macchina, lavoro e impegni... ma non hai più gli affetti soliti, governati da dinamiche già note, non hai più bisogno di vestiti puliti o di sapere che ore sono, non hai i tuoi spazi e non ne senti il bisogno (a parte quando diventi un tassello del tetris in un buco di stanza :)), non hai mai fretta, non c'è rumore, folla, stress, parole inutili o chiacchiere forzate, non c'è noia, non ti serve nulla, compreso il solito libro che mi ostino a portarmi dietro ogni volta, non devi prendere decisioni, non ci sono cose che Devi fare, a parte seguire un sentiero... Nell'assenza di tutto ciò che è superfluo esce fuori l'essenziale... che non riesco a descrivere a parole ma che so di riconoscere quando lo incontro. Lo ritrovo in quello che mi lascia... ricordi solo apparentemente insignificanti che riemergono all'improvviso, deviano lo sguardo verso un punto indefinito, strappano un malinconico sorriso e alleggeriscono il cuore come una boccata di aria fresca...
5 Inserito da elettra Il 27/08/2008 18.42.13
a proposito Yanez, il libro che hai pubblicato come si chiama? elettra
6 Inserito da alessandro guardabassi Il 27/08/2008 18.44.57
si chiama Santiago Express e se ti interessa puoi acquistarlo direttamente a questo indirizzo
7 Inserito da David Lifodi Il 27/08/2008 18.51.58
Ciao a tutti, la mattina del 17 agosto mi ha fatto un certo effetto alzarmi da solo senza le vostri voci allegre, i commenti sui russatori notturni, il rumore delle cerniere degli zaini che si aprivano e chiudevano per la partenza imminente verso un'altra tappa del nostro percorso, così come la sera prima di addormentarmi mi veniva spontaneo chiedermi: "ma qui mancano le letture valdesi di Maurizio!" In generale condivido le impressioni di Elettra: è difficile spiegare agli altri le sensazioni di viaggi del genere. Pensate che diverse persone più o meno bonariamente mi hanno dato davvero del "grullo", dicendomi ma chi te lo fa fare e salutandomi come se andassi a compiere chissà quale impresa, senza riuscire però a recepire che per me queste sono le esperienze più significative e non viaggi anche in posti esotici magari bellissimi ma in tristi villaggi vacanze, come fanno in tanti. Per me i momenti più ricchi di soddisfazione sono stati l'arrivo al Lago Verde e l'arrivo al passo il terzo giorno poco prima che si scatenasse la bufera, soprattutto per averli conquistati passo dopo passo e tornante dopo tornante! Spero di rivedervi presto! Un abbraccio, David PS: le mie foto non sono un granchè, e sono soprattutto ai paesaggi, però se volete ve ne mando qualcuna.
8 Inserito da alfu Il 28/08/2008 0.39.36
il pistonibox è molto bello e poi le foto di nudo ti fanno venire voglia di ... almeno imparare a fotografare; secondo me anche il pigna dovrebbe avere il suo sito... chessò : "la gerla di pigne." (gerla a siena vuol dire sacco per la semina) un pensiero al giorno, una battuta un aneddoto.. per funzionerebbe un sacco.. secondo me funzionerebbe anche una sua biografia... yanez pensaci ! ... " Quaderno di Pigna"
9 Inserito da alessandro guardabassi Il 29/08/2008 14.23.36
io comunque mi aspetto un commento sul viaggio anche dalla nostra guida. il barbagallo non può cavarsela così. se n'è andato con l'altro gruppo come se nulla fosse, ve lo ricordate? ha preso baracca e burattini ed ha accompagnato un gruppo di perfetti sconosciuti il giorno dopo averci lasciati! vi rendete conto? nemmeno ha aspettato il tempo canonico di due settimane. indecente. noi gli volevamo bene...gli avevamo anche regalato il liquore e scommetto che gli altri non gli avranno regalato nulla! ale
10 Inserito da maurizio barbagallo Il 30/08/2008 22.15.18
Eccomi! Alessandro non essere geloso, come posso dimenticarmi di Voi. Abbiamo camminato insieme una settimana per valli e passi che sono molto importanti per me perchè sono i luoghi dove ho iniziato ad andare in montagna molti anni fa. Vi RINGRAZIO perchè vi siete tutti adattati agli imprevisti e alle sistemazioni spartane che sono inevitabili la prima volta che si fa un viaggio nuovo. Davvero un bel gruppo (da 4 orme come direbbe qualcuno). Mi restano i ricordi delle battute dei soliti buontemponi e il racconto di Yanez (e sono contento che la rivista Itinerari e Luoghi di questo mese ne recensisce il libro) ma anche gli insegnamenti di Luca il botanico, un vero appassionato e poi i piccoli regali che mi avete fatto ogni giorno tutti Voi con il Vostro interesse e la curiosità sulla storia e la cultura delle Valli, i sorrisi anche nei tratti più faticosi, la frutta secca, un sacchetto di stoffa, la bottiglia di liquore.. la FIDUCIA Grazie anche a Riccardo Carnovalini che ha percorso il Glorioso Rimpatrio e ha scritto la preziosa guida. Un grazie particolare a Luca, Claudio e Maria Grazia di Bibiana e Pinerolo (soci Boscaglia che avevano fatto l'Alta Via 1 con me a Luglio) che ci hanno accompagnato nel pomeriggio più "umido". CIAO
11 Inserito da caterina zanin Il 01/09/2008 22.55.18
venerdì e sabato sono andata a fare il giro del sasso piatto e del sasso lungo con delle amiche. andare in montagna fa sempre tirare il fiato! il giro era da 1 orma scarsa, anche perché abbiamo portato le bambine. mi sono piaciuti i posti, il panorama, il rifugio sasso piatto: un rifugio privato (per la gioia di Maurizio!) confortevole e con ottima cucina. Come sempre mozzafiato i tramonti sulle dolomiti, ma nel glorioso rimpatrio dove erano i tramonti? io non me ne ricordo uno! La cosa forse che mi ha dato più fastidio è la folla che si trova su quei sentieri (ormai strade) che offusca un po' le sensazioni di cui parlava Elettra. Così ho apprezzato ancora di più il glorioso rimpatrio! caterina
12 Inserito da Luca Il 02/09/2008 14.15.43
“Certo, se l’epica marcia dei valdesi si fosse svolta in America, sarebbe stata un ottimo soggetto per un film hollywoodiano, con il georgeclooney-bradpitt di turno nei panni dell’eroe. Invece siamo in Italia, questo pezzo di storia è quasi sconosciuto ai più, e su un sentiero storico come questo capita di incontrare svariati stranieri, ma pochissimi (eufemismo...) italiani, a parte un manipolo di grulli targati Boscaglia. Forse è meglio così, piuttosto che vedere il sentiero intasato da file di marciatori con in tasca l’ultimo bestseller, ma vengono molti dubbi sulle capacità italiche di valorizzare i nostri sentieri.” Pensieri in libertà di domenica 17, durante il forzato reinserimento nel mondo civile post - trekking. Disfa lo zaino, metti in lavatrice gli olezzanti panni sporchi (aarghh..), scarica le foto, fai il riassunto finale delle specie viste (per la cronaca quasi 400). Cerchi di riconnetterti con il mondo, vai in edicola per il giornale. La mia edicolante ha già lanciato la card a scalare per il quotidiano (VERO!!). Allora è contagioso !! Non resta che tornare sulle montagne... Scherzi a parte, ho scaricato le foto (niente a che vedere con il megaservizio di Elettra, degno del National Geographic), e in futuro magari vi manderò qualcosa, tenendo presente dei miei tempi biblici. Per Elettra: belle foto e un notevole “occhio” nel costruire l’immagine e giocare con la luce (si vede che sei del mestiere). Unica nota a margine: per leggere i commenti (in font piccolo e in nero su fondo scuro) ho dovuto incollarmi letteralmente allo schermo e non era un bello spettacolo...
13 Inserito da Luca Il 02/09/2008 14.16.29
Per Elettra, David, e tutti gli altri... Già, perché lo facciamo ? Cosa ci spinge ogni estate a caricarci la schiena di sotto diversi chili di zaino e scarpinare su e giù per le montagne, sudando sotto il sole e lavandoci sotto la pioggia? Siamo proprio così grulli ? Non era meglio andare a Rimini ? Si potrebbe aprire un dibattito lungo molte pagine, ma forse, per quello che mi riguarda, la risposta è composta di tanti pezzi, come un puzzle: la fuga veloce del camoscio sul costone, l’ancheggiare della salamandra sull’erba bagnata di pioggia, le macchie di colore delle fioriture sulla nuda roccia, la corsa delle nuvole nel cielo sopra la tua testa. Ma anche le battute e le cazzate scambiate sul prato durante una sosta, il birrino bevuto in compagnia dopo la marcia, le cronache di Yanez e la lettura serale di Maurizio su coloro che hanno percorso la strada prima di noi. Vedere perfetti sconosciuti trasformarsi, giorno dopo giorno, in compagni di viaggio, di avventure (e di sventure), condividendo spazi angusti, punti di vista e spicchi di realtà. E alla fine di tutto, il desiderio di vedere cosa c’è dopo il prossimo tornante, oppure oltre quella cima. Incastri tutti i pezzi, mescoli bene e il puzzle del glorioso rimpatrio (da esporre nel museo valdese o nella stanza dei propri ricordi) è pronto. Ognuno ha portato il suo pezzetto, e per questo vi dico grazie di cuore, con la speranza di rivederci su qualche sentiero. Un abbraccio – Luca.
14 Inserito da Elettra Pistoni Il 02/09/2008 14.42.57
Caro Luca, riguardo al piccolo font nero su sfondo marrone hai perfettamente ragione... E' un'esigenza puramente estetica e per nulla funzionale... chiedo perdono! E' anche vero che per quello che ci scrivo non vale la pena rovinarsi tanto la vista... conviene scorrere le foto e non far caso ai commenti!
Condivido tutti i pezzi del tuo puzzle, fatta eccezione per "vedere cosa c’è dopo il prossimo tornante, oppure oltre quella cima"... Nel mio caso, vista la scarsa forma fisica, il mio interesse era proiettato più sul "prossimo panino" o la "prossima pausa" :)
15 Inserito da alessandro guardabassi Il 02/09/2008 16.13.35
un pò di link con dei brevi video-ricordi:
http://it.youtube.com/watch?v=KS2cuVjZpM0, http://it.youtube.com/watch?v=G9kirgAMKOQ, http://it.youtube.com/watch?v=zQpUJ-OXKs8, http://it.youtube.com/watch?v=8sjmatKmJeA, http://it.youtube.com/watch?v=bz-jQnQAzqk, http://it.youtube.com/watch?v=7uWNkVNHCCg
16 Inserito da roberta francescon Il 02/09/2008 16.35.46
Eccomi anch'io!! E' che sono arrivata un po' lunga con le ferie... sono rientrata al lavoro soltanto ieri e siccome la mia fonte di connessione in rete è solo l'ufficio..... Le lunghe ferie hanno permesso alle mie ginocchia di ristabilirsi completamente (o quasi..), anzi colgo l'occasione per ringraziare ancora sia quelli a cui ho letteralmente "mollato il pacco" sia chi mi ha soccorso con medicazioni e medicinali vari che mi hanno permesso di completare agevolmente il trekking. Beh è stata proprio una settimana rigenerante, se non per il corpo (il mio) sicuramente per la mente come Elettra ha ben spiegato nel post (.. e complimenti per le foto! davvero belle!!). Grazie a tutti per la spensierata compagnia! Abbaci! robi
17 Inserito da caterina zanin Il 02/09/2008 18.22.37
nella passeggiata che ho fatto al sasso piatto ho incontrato pini cembri (così li chiamava il libro), una domanda per Luca: noi cosa inconravamo pini montani? alpestri? so che me lo hai già detto ma non me lo ricordo più. Ovviamente complimenti a Elettra per le foto: Maurizio ha trovato anche una nuona foto del catalogo!
18 Inserito da David Lifodi Il 02/09/2008 22.05.24
Ciao, concordo con Luca, credo che sia un insieme di cose a spingerci a fare queste scarpinate (anzi, "sgropponate", tanto per rimanere in tema ed usare un termine vernacolare delle mie parti), quella che però per me prevale è la soddisfazione di raggiungere un determinato passo, un certo rifugio, poter godere di un bel panorama e sentirsi al tempo stesso in pace con il mondo. Pensavo proprio a queste sensazione alcuni giorni fa mentre partecipavo ad una gara podistica di 12 km qui a Siena, con saliscendi continui e salite mostruose, eppure nonostante tutta la stanchezza accumulata, arrivato al traguardo ero raggiante per il solo fatto di avercela fatta, goccia di sudore dopo goccia di sudore. A presto, david
19 Inserito da Elettra Pistoni Il 03/09/2008 10.09.35
Grazie a tutti/e per i complimenti!
La sparo.. Erano forse pini silvestri?
20 Inserito da Luigi d'Ausilio Il 03/09/2008 11.55.35
Amici carissimi, Accidenti quanti commenti. E' davvero bello leggere le vostre impressioni sul nostro "viaggetto". Ma lo sapete che dopo l'impresa me ne sono andato a Riccione a "disintossicarmi" e a rientrare nella mia dimensione. Sorpresa: non era più la mia! Troppo caos....troppe "distrazioni".....troppi ricordi freschi di voi tutti...! Spero di rivedervi al più presto. P.S. E' stoto davvero bello conoscervi. P.P.S. Un grazie al cubo a coloro che hanno deciso di dare fiducia alla mia pubblicazione. Yanez
21 Inserito da maurizio barbagallo Il 03/09/2008 12.15.07
Caterina! grazie anche a te per gli opercoli di arnica per rimpinguare il pronto soccorso. Forunatamente non li ho ancora usati. Abbiamo incontrato pini cembri (quelli con 5 aghi per fascetto) salendo il secondo giorno all'Assietta nel bosco misto di larici e pini silvestri. Forse qualcuno se ne ricorda. Eravamo nell'area protetta del Gran Bosco di Salbertrand famosa soprattutto per la presenza dei 700 ettari di abete bianco e abete rosso che abbiamo visto soprattutto il primo giorno. http://www.parks.it/parco.gran.bosco.salbertrand/par.html
22 Inserito da Luca Il 03/09/2008 19.23.26
Il boTTanico risponde: Confermo quanto anticipato da Elettra e Maurizio. Durante il trek abbiamo visto diversi tipi di pino: 1 – Pino silvestre: è il più comune alle quote relativamente più basse, abbondante specialmente durante la salita del primo giorno attraverso il Gran Bosco di Salbertrand. Si riconosce facilmente per la parte superiore del tronco e i rami di colore rosso – arancione, molto evidenti. Probabilmente quelli più abbondanti visti da noi 2 – Pino cembro: più raro e localizzato, cresce in genere a quote più alte del precedente. Si riconosce perché è l’unico pino italiano con gli aghi riuniti a gruppi di cinque (tutte le altre specie indigene hanno aghi riuniti a gruppi di due). Questo particolare lo fece vedere anche Maurizio approfittando di una pausa durante una delle tante salite nel bosco (mi sembra il secondo giorno verso l'Assietta). 3 – ci sarebbe anche il Pino mugo, ben riconoscibile per il portamento basso e strisciante e la forma arbustiva. E’ assai comune nelle Alpi orientali (alle Dolomiti lo avrai certamente notato) ma raro nelle Alpi occidentali, a meno che non si tratti di rimboschimenti non spontanei messi lì dalla forestale. Nelle Alpi orientali è comune anche sotto forma di grappa, degno cicchetto serale al rifugio dopo una giornata di trekking. Prosit!
23 Inserito da rosamaria Il 06/09/2008 14.35.30
Ciao a tutti i viaggiatori "lenti"!!Con queste poche righe celebro la penna di Yanez, che mi era già nota dai tempi di Bomarzo (ricordi? Boscaglia 25 aprile di un paio di anni fa) ed alla sua abilità di trasmettere emozioni e cristallizzare ricordi,volti e paesaggi... bravo e continua così!!
24 Inserito da diego rossi Il 07/09/2008 1.22.17
ciao a tutti mi fa piacere leggeretutti questi commenti, perchè è un pò come continuare il viaggio. Faccio i complimenti a yanez, per il racconto, molto simpatico e che ha saputo cogliere e sottolineare i momemti divertenti eimportanti del viaggio e anche caraterizzare in modo spiritoso e intelligente tutti i partecipanti. Mi sono piaciute molto anche le foto di Elettra, che ringrazio. Insomma indefinitiva ho scritto per sottolineare anch'io che questo viaggio mi è piaciuto molto, per i posti, le persone e anche grazie alla regia sempre attenta ma mai invadente di maurizio. Vi saluto e spero ci sia una occasione di reincontrarci.
25 Inserito da Elettra Pistoni Il 08/09/2008 10.01.58
Devo dire che di questo viaggio ho apprezzato anche l'aspetto culturale, emerso in modo naturale e genuino, lontano da noiosi percorsi "accademici". La storia valdese è uscita fuori sfruttando altri canali... penso alle simpatiche letture serali di Maurizio, le curiose domande di Renato, le puntuali risposte della signora "Tremonti", gli improvvisi incontri nella nebbia, le coinvolgenti parole della giovane guida di Torre Pellice.
Nonostante sia atea, e spesso intollerante nei confronti della religione, devo ammettere che quella valdese mi ha piacevolmente colpito, forse perché sembra essere moderna, onesta, contenuta e senza manie di proselitismo.
26 Inserito da Renato Ferrari Il 10/09/2008 11.00.56
Ormai ebbro di "vita moderna" sento il bisogno di esprimere anch'io qualche considerazione sul nostro meraviglio trek nelle valli Valdesi. Da quel poco che ho potuto sapere sulla religione Valdese posso anch'io dire che mi ha incuriosito e mi è piaciuta. Soprattutto la considerazione che ha dello stato come entità laica (cosa che mi ha sempre corroso dentro per il fatto che non è così) e del rispetto che ha per la vita privata delle persone. Ho inteso in quella breve spiegazione della guida nella sala del sinodo che il rapporto con Dio è molto intimo e personale. Qualsiasi manifestazione umana è rispettata per quella che è e che solo Dio può perdonare o condannare. Non certo l'uomo. Presumo comunque che una punizione come aiuto per riprendere la rettitudine sia considerata. (Non credo che accolgano aberrazioni umane come l'omicidio, il furto e altre cose gravi come manifestazioni umane ) Questo è quel poco che ho dedotto ma credo sia sufficiente per provare simpatia per questo modo di vedere la spiritualità.
Oltre a questo arricchimento è stato interessante questo su è giù fra l'isolamento della montagna e la ripresa di contatto con la modernità. Cosa che succedeva quasi quotidianamente e che metteva alla prova riguardo l'attaccamento alle nostre abitudini quotidiane. Non avevo mai fatto trekking in questo modo e devo dire che l'esperienza ha dato un colpo di novità al mio solito stile di viaggiare. Vorrei ripeterla, magari ancora con qualcuno dei miei compagni che si sono dimostrati tutti molto all'altezza della situazione. Ringrazio loro ed anche il destino che me li ha fatti incontrare e che porterò sempre con me nei miei ricordi.
Avrei ancora molto da dire ma per il momento mi fermo qui, è probabile che ci sia un seguito. Semplicemente, Renato.
27 Inserito da david lifodi Il 11/09/2008 20.02.48
Ciao, a proprosito delle considerazioni espresse da Renato anche io volevo dire che alla buona riuscita del trekking ha contribuito molto anche quest'alternanza tra le camminate e la parte storica del viaggio. Già conoscevo un po' la storia recente dei valdesi e in particolare il prezioso lavoro di intercultura svolto dalla Tavola Valdese, mentre gli incontri che abbiamo avuto mi hanno permesso di conoscere tutta la storia più antica di questa religione. Credo che i trekking di carattere storico offrano quel qualcosa in più che magari gli altri trekking, per quanto in luoghi altrettanto suggestivi dal punto di vista paesaggistico e naturale, non hanno. A presto, David
28 Inserito da David Lifodi Il 18/09/2008 21.08.05
Ciao a tutti, volevo dirvi che sull'inserto del Manifesto di sabato scorso, > "Alias", sono state dedicate due pagine alle valli valdesi, in particolare > alla storia di un ristoratore valdese, Walter Eynard, e al suo ristorante > Flipot, che si trova a Torre Pellice. Aldilà della storia politica di questo > tipo e del taglio dell'articolo dato dal Manifesto (che magari non tutti > condividerete), mi è sembrato interessante il racconto della storia valdese > (ci sono anche foto del museo valdese) e di alcune sue particolarità, ad > esempio l'impegno del sinodo della chiesa valdese in campo sociale, di cui > ci aveva già parlato il ragazzo che ci aveva fatto da guida durante la > nostra ultima giornata a Torre pellice parlandoci dei progetti della tavola > valdese con Libera ed Emergency. > Ciao a tutti, David
29 Inserito da Renato Ferrari Il 22/09/2008 9.57.26
Ciao a tutti. Sembra che a parecchi di noi interessi molto le notizie che si hanno riguardo la religione Valdese. Io compreso faccio ogni tanto qualche ricerca su internet ed oggi cercando "Religione Valdese" ho trovato, oltre alla storia ed i vari simbolismi della liturgia con relative differenze con quella cattolica, anche la dottrina. (Che è la cosa che m'interessa di più)
Riporto semplicemente ciò che ho trovato scritto:
"La povertà, il ritorno alla semplicità della prima comunità cristiana, il rapporto diretto e immediato con Dio senza bisogno di mediazioni, la centralità della parola di Dio, unico e solo riferimento per il credente, sono stati da sempre i cardini della dottrina del Valdismo"
Sulla base di questa dottrina si sviluppa praticamente la vita del valdese. Chi si discosta da questo non si può certo classificare Valdese. Del resto anche chi si discosta dalla dottrina di qualsiasi credo non può classificarsi come parte di questa dottrina. Considerazione del giorno: La chiesa cattolica da molti secoli si discosta dall'insegnamento di Cristo e di conseguenza non è da classificare come portavoce di Cristo. Il problema che opera nel suo nome indebitamente. Ugual problema è che la gente non se ne accorge per ignoranza e per plagio subito. Un solo riferimento vorrei dare: Cristo ha insegnato l'amore incondizionato e se qualcuno di noi ascoltasse attentamente il discorsi quasi quotidiani del rappresentante della chiesa, di amore incondizionato si parla poco o niente. Si parla solo di amore di parte. Secondo la cultura Buddhista Cristo è considerato il Bodhisattva dell'amore ed è tenuto in alta considerazione.
A presto,
Renato
30 Inserito da Luigi d'Auslio Il 24/09/2008 12.05.51
.....amici......prendete La Repubblica di oggi: paginonetutto dedicato alla Val Pellice e all'enclave valdese...! Yanez
31 Inserito da maurizio barbagallo Il 24/09/2008 15.31.50
Accidenti! dopo il Manifesto anche Repubblica; così rischiamo che anche il trekking del Glorioso Rimpatrio diventi di Moda come Santiago e la Francigena e noi ricordati come i precursori. Non sarebbe male per certe realtà come il posto tappa di Balsiglia o anche La Miando (che così potrebbe rinnovare il dormitorio) avere un po' più di gente. A presto
32 Inserito da Luigi d'Ausilio Il 24/09/2008 15.56.13
.....eh no caro Maurizio, il bello di questo trek è stato proprio l'aspetto spartano delle sistemazioni: se tornasi indietro non rinuncerei mai e poi mai alla notte trascorsa nel museo....sotto il ritratto dei due barboni....! A presto.
33 Inserito da renato ferrari Il 24/09/2008 22.51.40
Nell'eventualità che il trek prenda piede e nell'eventualità che noi saremmo ricordati come precursori, è probabile che vicino ai 2 barboni del museo venga messa anche una nostra foto di gruppo. Non buttate le foto, non si sa mai. A presto, Renato.
34 Inserito da Henri Arnaud Il 25/09/2008 12.34.55
Il vostro ritratto insieme al mio e a quello del valoroso Gianavello? Ma siete impazziti? Enrico Arnaud Pastore e Colonnello
35 Inserito da renato ferrari Il 26/09/2008 8.15.30
Carissimo Arnaud, perchè non vorresti il nostro ritratto vicino al tuo? Non lo faremmo per eclissarti ma per dare ancora più gloria alla tua immagine. Senza di tè non avremmo avuto la possibilità di compiere la nostra impresa ed i posteri ne sarebbero di certo impressionati. La tua memoria perpetuerebbe nei secoli dei secoli. E una questione di marketing ed il tuo orgoglio ne uscirebbe ancora più rafforzato. A presto, renato.
36 Inserito da Luigi d'Ausilio Il 26/09/2008 15.53.28
.....ma enfatti.....sò d'accordo: vuoi mettere un bel ritratto del Pigna.....o di Diego......con le loro belle barbette post-moderne. Non sfigurerebbero e darebbero un tocco di modernità all'ambiente....senza modificarne l'atmosfera: "novità nel solco della tradizione".
37 Inserito da renato ferrari Il 26/09/2008 22.14.18
Novità nel solco della tradizione. Appunto, arriveresti prima del Papa che stà facendo invece il percorso a ritroso. Poi, sai la convenienza; Sai quanti 8 per mille avresti a scapito dei cattolici? sarebbe per tè una nuova battaglia per dimostrare ancora, dopo tanti decenni, la tua superiorità. Pensaci.
38 Inserito da Henri Arnaud Il 30/09/2008 21.38.24
Forse avete ragione voi. Comunque per sincerarmi del vostro valore e per conoscervi meglio andrò a Roma martedì 14 ottobre (ovviamente in incognito) per la presentazione del libro del vostro scrittore, quel tale Yanez anche se non ricordo bene dove verrà fatta questa presentazione.. a presto.