Il mio cane è stato ucciso
27/12/2006 14.12.50
Un boccone avvelenato sul monte Nona ha provocato la morte del mio cane Guendalina
Voglio segnalare quanto mi è accaduto nel corso di un'escursione sulle Apuane sperando di fare qualcosa di utile per evitare il ripetersi di questa situazione. Sabato scorso stavo passeggiando con il mio cane (un setter inglese di robusta costituzione abituato a lunghe escursioni), nella zona del Monte Nona, sul sentiero 5, ad una distanza di circa un'ora dal Rifugio Forte dei Marmi e a circa 30 minuti dal Callare Matanna quando ho visto il cane inghiottire qualcosa. Non avevo dato particolare peso alla cosa.
Dopo circa un'ora, al Rifugio Forte dei Marmi, il cane ha cominciato a sentirsi male, con spasmi violenti che ne irrigidivano il corpo, ma senza vomito. Ho potuto solo trasportarlo a Stazzema dove è morto, un po' più di un'ora dall'inizio dei sintomi. Da quello che mi hanno detto i veterinari che ho consultato e ai quali ho riferito dei vari sintomi potrebbe verosimilmente trattarsi di avvelenamento da stricnina.
Vincenzo Freni
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Sono presenti 12 commenti
1 Inserito da Blogscaglia Il 27/12/2006 14.29.16
Abbiamo pubblicato la denuncia del nostro lettore Vincenzo perchè sono cose gravi, che continuano a capitare spesso, e a cui non si presta molta attenzione. E capiamo il dramma di Vincenzo, perdere un cane in questo modo...
Vi voglio raccontare cosa mi è successo pochi giorni fa. Ero in costiera amalfitana, lungo il Sentiero degli Dei, una passeggiata di qualche ora, verso Nocelle, un luogo magnifico, sentieri a strapiombo sul mare. Ma lungo il sentiero la triste scoperta: alcuni esemplari di volpe, bellissimi, morti, ai lati del sentiero. Ci ha preso una tristezza che potete immaginare... Apparentemente nessuno sparo, quindi dovevano essere bocconi avvelenati.
In quella zona l'uomo si è ritagliato spazio in una montagna verticale, terrazzando a più non posso, ma più che altro sono viti, e qualche pastore con pecore e capre. Galline non ne ho viste. Ma anche se fosse... c'è bisogno per qualche gallina di far strage di questo animale stupendo? Io propongo che qualche associazione del luogo, Club Alpino o altri che camminano sul Sentiero degli Dei, lanci una bella campagna di sensibilizzazione, con cartelli, volantini, ecc. per far capire ai contadini e ai pastori del posto che le volpi non vanno avvelenate, che ci può essere pericolo anche per altri animali, e che in fondo la volpe fa il suo dovere di volpe.
Piuttosto istituiamo un bel fondo per risarcimenti di danni da volpe, e ogni gallina morta la ripaghiamo. In fondo una gallina costa pochi euro, certo, fa dispiacere, anche a me la volpe me ne ha uccise tante, ma perchè ero io che mi dimenticavo di chiuderle, e poi da quando ho il gallo non succede più... io sarei disposto a tirar fuori un po' di euro, per un fondo di rimborso dai danni della volpe, voi no?
Luca
2 Inserito da alessandra Bonfanti Il 27/12/2006 21.01.38
io credo che bisogna sempre cercare di dare una risposta a questi fatti. bisogna cercare di seminare civiltà e comprensione anche camminando. arrendersi a una cultura contadina o peggio crimanale e becera che sostiene senza porsi troppe domande ma direttamente nei fatti, seminando polpette, veleno e morte che no ci sia niente di male, anzi magari che è una forma tradizionale di cura del territorio, è sbagliato. allora ben venga qualsiasi forma di ribellione, volantini, un esposto, entrare nel rifugio chiedere di appendere dei manifesti, avvisare nella zona gli altri che passeggiano ... io vivo in campagna e nella mia strada hanno ucciso due cani/amici in quattro mesi ... noi abbaimo iniziato una battaglia culturale del dialogo, dell'informazione con i contadini. magari ricapiterà magari invece non più.
3 Inserito da stefano beci Il 29/12/2006 11.30.38
Da tanti anni cammino con il cane/i. Con Rev abbiamo fatto tre viaggi con la Boscaglia e sempre , la mia più grande preoccupazione, sono stati e sono i bocconi avvelenati.Il 26 scorso ripercorrendo un tratto "fantomatico" di francigena tra Viterbo e Vetralla mi sono imbattuto in alcuni contadini che mi hanno "elogiato" perchè tenevo al guinzaglio il cane in quanto per colpa delle volpi avevano disseminato l'oliveto su cui camminavo di bocconi avvelenati.Vedete, in quel momento avevo voglia di reagire fisicamente a quella che considero una "violenza" da parte di chi, in nome di una saggezza antica(??!!), pretende di conoscere la natura e le sue leggi. Ho tirato dritto e il giorno dopo ho telefonato al servizio veterinario della ASL di zona, denunciando il fatto.La risposta è stat che nell'ultimo mese, a quanto loro ne sapevano, nel territorio provinciale avevano ricevuto 23 seganlazioni di avvelenamento di cani.... Non aggiungo altro se non che oltre che la cultura della caccia andrebbe riformata anche quella della tutela del territorio,perchè troppi "contadini" ( di vecchia generazione o nuovi "hobbisty" della terra) perpetrano pratiche che non sono più concepibili in un mondo che aspira alla tolleranza.Che colpe ne hanno gli animali?
4 Inserito da Sabrina Sarri Il 05/01/2007 14.13.23
Anche io ho paura dei bocconi avvelenati quando porto la mia canina in giro; A Firenze ne sono stati trovati anche in città, nei giardini; un mio amico ha visto morire il suo amato cane poche settimane fa durante una passeggiata nel Valdarno. La Polizia Provinciale di Firenze si impegna ma è davvero difficile individuare e poi "incastrare" gli autori di queste pratiche barbare. Segnalo il sito www.bocconiavvelenati.it dove trovare riferimenti e informazioni sul fenomeno, può essere utile guardare come sono fatte le esche avvelenate per poterle riconoscere mentre si cammina per i nostri sentieri e segnalare la loro presenza alla Polizia Provinciale.
5 Inserito da pietro labate Il 08/01/2007 10.38.27
Salve, sono Pietro di Viterbo ,volevo dire a Stefano Beci che ha trovato i bocconi ed anche gli scellerati che li hanno messi di fare immediatamente una denuncia penale ai CC, Forestale o a qualsiasi Guardia Venatoria,chi usa i bocconi avvelenati commette un REATO! Perciò la cosa va denuciata subito, I bocconi non sono una pratica di caccia,le volpi non attaccano le capre o le pecore, gli animali domestici vittime della fauna selvatica, possono essere risarciti al propietario dai comuni e dalle provincie comunicando il fatto. La fauna selvatica è un bene indisponibile dello Stato e chiunque la danneggi o la preleva senza autorizzazione (lic . di caccia ). è perseguibile per legge . Dato che sono anche una guardia se vuole lo posso aiutare a porre un freno a questa barbara attività. Ricordate non occorrono i cartelli basta una denuncia! Pietro.
6 Inserito da ale g Il 09/01/2007 17.09.42
l'articolo che allego di seguito è tratto dal sito del corriere della sera, e testimonia che razza di persone girino impunite per il nostro paese, spesso armate di fucili, che di tanto in tanto utilizzano anche per ammazzare qualche passante o per perpetrare un omicidio.
LECCO – Come trappola il bracconiere ha usato una carcassa di pecora. Quando l'aquila reale, un maschio adulto, si è posato sulla preda, gli ha sparato con un fucile a pallettoni. Un colpo solo. Mortale. Lo ha ucciso per divertimento e poi ha abbandonato il «trofeo» di caccia. Il rapace è stato trovato, lunedì, da un agente del nucleo faunistico della Polizia provinciale in località Alpe Piazza Bruno, a circa mille metri di altezza, nel comune di Primaluna, in Valsassina. Nell'ambulatorio di Pescate, alle porte di Lecco, il veterinario Amedeo Alleghi ha sottoposto a radiografie l'aquila recuperata dalla Guardia forestale. Nel corpo nove sfere di piombo di 3-4 millimetri di diametro, la zampa sinistra fratturata e le ali spezzate.
E' probabile che dopo averlo ammazzato, il bracconiere abbia anche infierito sull'animale, che aveva un'apertura alare di 140 centimetri. «Era da più di dieci anni che nel territorio di Lecco non accadeva un episodio così grave di bracconaggio», osserva Pietro Gatti, responsabile del settore ambiente, caccia e pesca dell'amministrazione provinciale. E c'è un precedente, il giallo del maggio 2006: «Nella stessa zona è stata rinvenuta un'aquila reale femmina morta. Purtroppo non è stato possibile risalire alle cause del decesso, perché era in avanzato stato di decomposizione».
L'aquila reale vive in coppia. Gli animali stanno insieme generalmente per tutta la vita, in un territorio di caccia che oscilla fra i 40 e i 120 chilometri quadrati, nidificando sulle pareti di roccia. Lo scorso anno ne sono state censite tre coppie che regnano sulle montagne di Lecco: una coppia nidifica in Grigna, quella scomparsa nel cuore della Valsassina e una terza in Valvarrone. Le Guardie forestali ne hanno individuata una quarta ai confini con la provincia di Bergamo. «Sulle montagne lecchesi – spiega Gatti - c'è molta selvaggina (marmotte, scoiattoli, lepri) e questo favorisce la presenza delle aquile». «Quello commesso – denunciano i Verdi di Lecco - è un crimine contro una specie tra le più belle e maestose del nostro ecosistema. Temiamo che resterà impunito a causa della diffusa omertà del mondo venatorio». Intanto Marco Pagnoncelli, assessore regionale all'Ambiente, afferma: «Stiamo valutando la possibilità di costituirci parte civile. E' un episodio grave. E' importante prendere una posizione forte contro episodi di questo genere, siano atti di bracconaggio, bravate, o incidenti causati da ignoranza, disattenzione o mancanza di rispetto per l'ambiente che ci circonda».
7 Inserito da viviana conte Il 11/01/2007 10.45.43
ciao, volevo segnalarvi i corsi imminenti della provincia di roma..magari qualcuno e' interessato..WWW.PROVINCIA.ROMA.IT (tra le iniziative) “Un’esca avvelenata, un pericolo per tutti”: dalla Provincia corsi per saperne di più 19 Dicembre 2006 Fornire le conoscenze e gli strumenti operativi per contribuire a contenere il fenomeno dell’utilizzo di esche avvelenate registrato sia nelle aree urbane che rurali della provincia di Roma. Queste le finalità del percorso formativo messo a punto dall’Assessorato alle Politiche dell’Agricoltura e dell’Ambiente della Provincia di Roma – guidato da Sergio Urilli – in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana. Tre le date fissate per gli eventi formativi: sabato 27 gennaio, sabato 10 febbraio, lunedì 19 febbraio 2007. Le lezioni si terranno presso la l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Roma – Capannelle, in via Appia Nuova 1411. Questi i destinatari del progetto: operatori del settore ambientale. Polizia provinciale, Polizia municipale; associazioni allevatori; associazioni agricole, ambientaliste, animaliste, venatorie; guardie zoofile; operatori parchi naturali; servizi veterinari ASL; carabinieri; polizia stradale; corpo forestale dello stato; personale ATC (Ambiti territoriali Caccia); personale ZRC (Zone Ripopolamento e Catture); personale AFV (Aziende Faunistico Venatorie). Il termine ultimo per iscriversi ai corsi è lunedì 15 gennaio 2007. In allegato la scheda per aderire all’iniziativa. Al termine delle lezioni sarà rilasciato ai partecipanti un attestato nominale di partecipazione. Tra gli obiettivi del progetto: far conoscere le principali tipologie di esche e quelle più frequentemente utilizzate; riconoscere i possibili sintomi rintracciabili in un soggetto sospetto di avvelenamento; attivare i primi contati necessari ad avviare interventi in caso di sospetto avvelenamento o di rinvenimento di esche sospette. In occasione dei corsi sarà messo a disposizione il materiale prodotto dall’Ufficio Tutela Animali della Provincia e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la campagna di informazione patrocinata dall’Ordine dei Medici Veterinari.
8 Inserito da luca panaro Il 11/01/2007 12.48.46
Ciao a tutti, tutto vero, tutto interessante quanto scritto. se ritorno però all'accaduto sulle apuane penso che spesso vengono avvelenati i cani o i gatti o altro dei vicini perchè "l'odio" di chi avvelena è rivolto ai padroni degli animali (che però sono la vittima). Nel caso di Guendalina, come negli altri, ciò che mi ha colpito di più è che l'odio è riferito a qualcosa di più grande, di più esteso. Mi scuso se non do un nome a questa cosa ma credo che ognuno in cuor suo lo sappia e spero che si possa trovare la risposta alla domanda che colpa ne hanno gli animali? ..nel frattempo soluzioni come quelle proposte mi sembrano molto valide ad iniare dalla prima, quella di Luca. Ciao
9 Inserito da stefano beci Il 15/01/2007 12.23.03
Dopo una decina di giorni di pausa dalla rete sto cercando di leggere tutti i post... D'accordo sul fondo di indennizzo.Mi sembra un ottimo modo per affrontare il problema ad una delle radici. ( come ci si può muovere? a livello locale,regionale,attraverso organismi no profit di rappresentanza? tramite la Boscaglia?). A Pietro rispondo che purtroppo ho fatto la denuncia al servizio veterinario della Asl di Viterbo, ma che non ho molte speranze che questa denuncia venga raccolta. Il 2, cercando di identificare le persone,sono tornato in zona, ma non ho trovato nessuno e a chi ho chiesto mi ha risposto che a lavorare nell'oliveto erano operai agricoli a cottimo provenienti da Tre croci e che i proprietari dell'oliveto sono sparsi su tutta Italia ( eredità varie...)...di più non son riuscito a sapere.
10 Inserito da Blogscaglia Il 18/01/2007 12.23.58
Il dibattito a questa notizia è stato importante e di buon livello, secondo me non deve essere lasciato cadere. Stefano chiede: come fare? Secondo me si deve scegliere qualche luogo in cui il problema sia più forte, ma lì sul posto ci vuole qualcuno che si impegni sull'argomento. Ripeto quello che scrivevo nel mio commento precedente: 2-3 persone del posto che si prendono a cuore la faccenda, fanno qualche volantino, attaccano qualche cartello, fanno girare l'informazione positiva che non c'è bisogno di bocconi avvelenati per uccidere le volpi o le faine, che questi animali sono una risorsa per tutti noi, e che telefonando a un numero di telefono che verrà indicato, nel caso la volpe o la faina uccidano qualche animale, noi risarciremo immediatamente l'animale ucciso.
Pochi gesti, un linguaggio comprensibile a tutti (chi mette bocconi avvelenati di solito capisce linguaggi semplici...). La Boscaglia sarebbe contenta di istituire un fondo per i risarcimenti. All'inizio può essere con i nostri fondi, ma lanciando una campagna di raccolta fondi, arriverebbero sicuramente i soldi necessari. Questo è il problema minore.
Se qualcuno quindi vuole provare nella sua zona, perchè la sua zona è infestata di bocconi avvelenati, sappia che La Boscaglia è a disposizione. Anche per fare valantini da personalizzare con il vostro telefono e quant'altro. Certo, dovete essere voi a distribuirli, e a essere riconoscibili sul territorio.
Speriamo che qualcuno si faccia avanti...
Luca Gianotti
11 Inserito da stefano beci Il 18/01/2007 21.11.45
Ok. Ho chiesto al servizio veterinario della ASl di Viterbo una mappa dei luoghi che sono stati più "infestati" da bocconi avvelenati nella Provincia di Viterbo.Appena me li danno ( spero non tra un anno)li comunico nel blog e poi se siamo un pò di persone possiamo dividerci le zone e intanto ipotizzare un volantino da condividere con La Boscaglia. Se già nella zona tra Roma Nord e Viterbo qualcuno è a conoscenza di zone "avvelenate" potremmo già partire da li... Stefano
12 Inserito da pietro labate Il 20/01/2007 18.51.43
Salve sono Pietrusco, Volevo indicare un modo per cercare di diffondere eventuali volantini.Dato che faccio la guida tra la Tuscia e la Maremma,zone risaputamente di caccia ,legale e non solo....mi trovo spesso in contatto con persone di campagna, bene se si riuscisse a fare un volantinoi,non limitato ad una zona, ma che sia valido per ogni regione (basterebbe mettere come riferimento ad es. il Cfs o i CC ecc.) , ed iniziare a diffonderli cammin facendo ad agricoltori, cacciatori o affiggendoli nei luoghi ..solitamente ..insoliti quali bivacchi,strade di campagna ecc. Tentar non nuoce. Ciao